Prima burrasca autunnale sui mari italiani; a Capo Carbonara, nel sud-est della Sardegna, si sono toccati i 113 km/h

L'affondo della saccatura verso l'Italia

Con l’affondo della perturbazione “n° 2” del mese di Settembre sui mari che circondando l’Italia si sono verificate anche le prime burrasche autunnali. Nella giornata di mercoledì 12 Settembre 2012 l’indebolimento dell’anticlone oceanico disteso verso il Mediterraneo ha costretto quest’ultimo a ritirarsi in direzione del vicino Atlantico, favorendo al contempo l’affondo di un asse di saccatura, molto ben strutturato in quota, che dal nord Atlantico ha esteso i propri tentacoli fino al bacino centrale del Mediterraneo, agevolando l’isolamento di una “goccia fredda” in quota pronta ad evolvere in “CUT-OFF” sul basso Tirreno. Prima di affondare con le proprie radici sul “mare Nostrum” l’aria fredda, da nord-ovest, che ha fatto seguito alla saccatura, con un esteso fronte freddo che ha valicato la catena alpina, ha subito impattato sui versanti settentrionali delle Alpi, addensando masse d’aria fredda, di origine nord oceanica, tra la Francia e la Svizzera. Il “gradiente barico” che si è venuto a creare tra i due versanti delle Alpi, quello estero settentrionale (con pressione più alta per l’arrivo dell’aria fredda) e quello meridionale italiano, ha costretto l’aria fredda ad aggirare l’ostacolo alpino lateralmente, traboccando dalle famose porte del Rodano (Maestrale) e del golfo di Trieste (Bora). L’ingresso dell’aria fredda negli strati medio bassi ha generato l’innesto della ciclogenesi, a ridosso del golfo di Genova, grazie all’azione dei cosiddetti “venti di Rimbalzo” (ossia i forti venti di Mistral che uscendo a ventaglio dalla valle del Rodano urtano i monti della Corsica nord-occidentale e piegano verso nord-est, risalendo la costa del levante ligure come intensi venti di Libeccio e Ostro che raggiungono il golfo di Genova con una componente che piega più da E-SE).

Lo sviluppo di questa ciclogenesi nei bassi strati, che nella tarda serata di mercoledì si è spostata in direzione dell’Emilia-Romagna e dell’alto Adriatico, ha determinato un infittimento delle isobare sul Mediterraneo centro-occidentale, con un intensificazione del “gradiente barico orizzontale” tra il mar delle Baleari, il mar di Corsica e il mar di Sardegna, dove si sono subito attivati intensi venti di Maestrale che hanno spinto masse d’aria più fresche, di origine nord oceanica, che si sono canalizzati all’interno della valle del Rodano (unico valico che permette all’aria fresca oceanica di poter penetrare direttamente sul Mediterraneo dopo aver aggirato la catena alpina), per poi traboccare, con forza, all’interno del “mare Nostrum”, con forti venti da N-NO, rafforzati dall’incanalamento orografico. La presenza di un nucleo anticiclonico sul vicino Atlantico, con massimi di 1028 hpa centrati a largo della Francia occidentale, ha contribuito a rinvigorire il “gradiente barico orizzontale” su tutto il Mediterraneo centro-occidentale, con una conseguente accelerazione dei venti di Maestrale che dal golfo del Leone hanno spirato, con intensità di burrasca, in direzione del mar di Corsica e di Sardegna, con raffiche che hanno oltrepassato i 80-90 km/h in mare aperto.

Nel corso della mattinata di mercoledì 12 gli intensi venti da NO, in uscita dal Rodano, durante l’intensificazione sul mar di Sardegna, si sono estesi lungo le coste della Sardegna, in particolare il sassarese, oristanese e cagliaritano, con forti raffiche che hanno superato i 70 km/h. Gli intensi venti nord-occidentali, successivamente, si sono estesi al Canale di Sardegna e al Canale di Sicilia, con un rapido incremento del moto ondoso. Nel corso della giornata di giovedì 13 Settembre, lo spostamento del minimo barico al suolo verso sud-est, ha prodotto una sostenuta ventilazione dai quadranti settentrionali che ha interessato le regioni settentrionali, con l’attivazione del favonio nelle vallate alpine, mentre il “gradiente” che si è infittito sulle Alpi Dinariche ha favorito l’attivazione delle intense raffiche, fino a più di 70-80 km/h, di Bora (da E-NE) sul golfo di Trieste, mentre tesi venti da N-NE si sono incanalati nelle valli della Liguria occidentale. La raffica più forte in assoluto è stata toccata dalla stazione automatica A.M. di Capo Carbonara, nella punta sud-orientale della Sardegna, che giovedì 13 Settembre ha archiviato un picco di ben 61 nodi da 280°, circa 113 km/h da Ovest. Si tratta della prima raffica oltre i 100 km/h registrata sul territorio nazionale dopo l’estate. Nonostante il dato notevole per Capo Carbonara i 113 km/h di giovedì scorso non possono essere considerati eccezionali.

Intensa risacca sulla costa abruzzese

Difatti questa è una delle stazioni più ventose d’Italia, dove spesso si possono superare i 90-100 km/h, anche in presenza di deboli burrasche di Maestrale e Ponente che aggirano le coste sarde. La stazione di Capo Carbonara, nell’estremo sud-est della Sardegna, gode di una particolare esposizione alle bufere di Ponente e Maestrale, che bordano le coste meridionali sarde senza incontrare ostacoli orografici che provocano grosse variazioni di velocità e direzione. Mentre la Sardegna è stata interessata da sostenuti venti di Maestrale sul golfo di Trieste è stata la Bora a farla da padrone, spirando con intense raffiche da E-NE che hanno raggiunto un picco di 51 nodi da 60°, circa 94 km/h da E-NE. Una sostenuta, a tratti intensa, ventilazione dai quadranti nord-orientali si è poi estesa fino alle coste della Romagna, Marche e nord dell’Abruzzo. I mari sono divenuti molto mossi, fino ad agitati i bacini ad ovest della Sardegna, con onde alte più di 3.0 metri. Con il dissipamento della circolazione depressionaria, che si allontana verso l’alto Ionio, i venti già da oggi tenderanno ad attenuarsi sensibilmente, soffiando da deboli a moderati dai quadranti settentrionali, con locali rinforzi da Nord e N-NO solo su Canale di Sicilia e mar Ionio.