Dopo una corsa durata più di una settimana i resti dell’ex uragano “Isaac” si sono dissipati definitivamente sopra gli USA centro-orientali, a seguito dell‘intenso “Wind Shear“ e delle iniezioni di aria molto secca al suo interno che sono scivolate lungo il margine orientale della possente struttura anticiclonica, che da settimane domina nel centro degli Stati Uniti. Fin dalla giornata di domenica 2 Settembre i rimasugli dell’ormai spompata circolazione depressionaria tropicale non sono stati considerati più organizzati, tanto da riuscire a portare solo delle piogge e qualche temporale sugli stati di Indiana, Kentucky e Tennessee. Grazie al sua lentezza “Isaac”, con i suoi temporali, è stato in grado di generare la bellezza di ben 39 tornado sulle pianure meridionali degli USA. Alcuni di questi sarebbero stati avvistati e filmati vicino dei centri abitati fra Tennessee, Alabama e Mississippi, durante lo sviluppo di intensi “Cluster temporaleschi” in seno all’umido e caldo flusso marittimo in risalita dal golfo del Messico. Secondo una recente classifica “Isaac” avrebbe guadagnato il 12^ posto come sistema depressionario di tipo tropicale, che una volta fatto “landfall” sulla terra ferma, è riuscito ad originare ben 39 tornado, secondo il dottor Greg Forbes, del Weather Channel. Ma siamo ancora lontani dal grande record di diversi anni fa. Infatti, il detentore del singolare record è l’uragano “Ivan”, del 2004, che dopo aver effettuato il “landfall” agevolo lo sviluppo di oltre 127 tornado. “Isaac” passerà alla storia anche come uno degli uragani di 1^ categoria più piovosi degli ultimi anni. In diverse stazioni nella contea di New Orleans gli accumuli avrebbero superato cifre di oltre 400 mm. “Isaac” è stato accusato di almeno sette morti negli Stati Uniti, 24 ad Haiti e cinque nella Repubblica Dominicana.

Sull’Atlantico “Leslie” sembra puntare le Bermuda per poi proiettarsi in direzione dell’East Coast o del Canada orientale
Nel frattempo in Atlantico la tempesta tropicale “Leslie” per fortuna si allontana dalle Piccole Antille, che hanno risentito solo dei venti intensi facenti capo al bordo più occidentale dell’area depressionaria, dirigendosi davanti le Bahamas. Con molta probabilità il vero obiettivo di “Leslie” saranno proprio le isole Bermuda che saranno raggiunte non prima del fine settimana. Attualmente la tropical storm è entrata su un’area con sostenuto “Wind Shear” che sta allentando lo sviluppo della convezione e dell’attività temporalesca, inibita dai forti venti in quota che tagliano la sommità della circolazione depressionaria. Il teso “Wind Shear” sta limitando lo sviluppo dei “Cluster” attorno “Leslie”, nonostante la presenza di bande nuvolose a spirale a tratti ben pronunciate. La tempesta dovrò fare i conti con questo intenso “Wind Shear” fino alla giornata di domani, poi sfilando verso nord dovrebbe finire su un’area con “Wind Shear” molto più debole che non dovrebbe più disturbare l’evoluzione e l’intensificazione della tempesta. Quest’ultima, infatti, fino alle giornate di giovedì e venerdì, si troverà su un ambiente molto umido e caldo, sopra acque superficiali di oltre i +29° che potranno contribuire a rafforzare la circolazione depressionaria tropicale fino allo status di uragano, con venti medi sostenuti di oltre i 120-130 km/h e rapido tracollo della pressione centrale.
Finendo sull’Atlantico tropicale occidentale e risalendo verso le Bermuda “Leslie” rimarrà incastrata tra due vortici depressioni strutturati nella media troposfera. Pertanto, quando la tempesta riuscirà ad allontanarsi dall’area di intenso “Wind Shear”, troverà tutte le condizioni ideali per un rapido rinforzo, come confermato da gran parte dei modelli a nostra disposizione. La tempesta si dovrebbe snodare lentamente sopra l’oceano aperto per molti giorni. Gli ultimi RUN di GFS e ECMWF evidenziano che “Leslie” passerà molto vicino alle Bermuda nella giornata di sabato. Sull’isola sono previste tre giornate di maltempo, da venerdì a domenica, con forti piogge e venti intensi che produrranno intense mareggiate lungo le coste. Il futuro di “Leslie” verrà deciso dall’ingresso di una profonda area depressionaria che si avvicinerà alla costa orientale degli USA tra sabato e domenica. Questo canale depressionario dovrebbe essere abbastanza forte per trainare “Leslie” più verso nord nella giornata di domenica. A questo punto “Leslie” potrebbe avvicinarsi alle coste orientali degli USA per poi fare un eventuale “landfall” in Canada o nel New England, tra lunedì 10 e martedì 11. Ma per avere maggiori conferme occorre seguire i prossimi aggiornamenti dei modelli che potrebbero riservarci nuove sorprese.
Interessante sistema extratropicale sull’Atlantico centrale inizia un processo di intensificazione dell’attività temporalesca
Nel frattempo anche in pieno Atlantico un sistema extratropicale di bassa pressione, tagliato fuori dal ramo principale della “corrente a getto”, si è isolato nell’Atlantico centrale vicino a 28 ° N 38 ° W. In tale posizione il sistema depressionario ha iniziato a sviluppare una piccola quantità di attività temporalesca, ed è stato designato Invest 99L dal National Hurricane Center nella giornata di domenica. Questa tempesta non rappresenta alcuna minaccia per le terre emerse, mentre le probabilità per lo sviluppo di una tempesta tropicale rimangono effettivamente molto basse.


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