
Durante il weekend l’azione di un “forcing” sub-tropicale lungo l’Atlantico occidentale, davanti l’East Coast, ha irrobustito l’anticiclone oceanico che è stato costretto a ripiegare verso ovest, ergendo un “blocking” sul settore occidentale dell’Atlantico occidentale. Poco più ad est di questa struttura anticiclonica di blocco si è fatto strada un asse di saccatura, che dal tratto di oceano poco ad ovest dell’Islanda, ove era presente una circolazione depressionaria principale, si è propagato verso il vicino Atlantico, a ridosso della Galizia. L’affondo di questa saccatura ha rapidamente innescato un’avvezione di vorticità positiva che ha agevolato lo sviluppo di una profonda ciclogenesi (di chiare origini extratropicali) a largo delle coste galiziane. Questo vortice depressionario si è andato rapidamente ad approfondire nella giornata di ieri, spostandosi a largo delle coste atlantiche francesi, con un minimo barico al suolo sceso sotto i 991 hpa, poco a largo delle coste della Bretagna. La profonda area depressionaria, accompagnata da un giovane sistema frontale che sta portando le prime piogge e i primi rovesci sulla Francia, impossibilitata ad evolvere verso levante a causa dello sviluppo di un promontorio anticiclonico di blocco sull’Europa centro-orientale e il bacino centrale del Mediterraneo, nelle prossime ore sarà costretta a muoversi verso nord-est, spostandosi con il proprio minimo barico in direzione del Canale della Manica. Nel corso della mattinata odierna il ciclone extratropicale verrà alimentato, lungo il suo bordo occidentale, da un flusso di fredde correnti da NE e E-NE, provenienti dal mar Baltico e dalla penisola Scandinava, che accentueranno l’instabilità “baroclina”, determinando un notevole approfondimento della circolazione depressionaria negli strati medio-bassi.

Durante il pomeriggio il profondo minimo barico, che scenderà fino ai 980 hpa, dal Canale della Manica si sposterà verso l’Inghilterra centro-settentrionale e il Galles, con un notevole rinvigorimento del “gradiente barico orizzontale” fra le Isole Britanniche, il mar del Nord e il sud della Norvegia e della Svezia, che causerà un conseguente rinforzo della ventilazione orientale, con l’attivazione di forti venti da Est e E-NE, che dalla regione meridionale svedese del Gotaland spireranno con forza verso il Kattegat (il Canale che separa le coste svedesi occidentali con quelle danesi), lo Skagerrak (il Canale tra il nord della Danimarca e le coste meridionali norvegesi), per propagarsi alla Danimarca e al mar del Nord, ove si svilupperanno delle forti burrasche dirette verso le coste inglesi e scozzesi orientali. Allo stesso tempo, la stessa area ciclonica, richiamerà forti venti da Ovest e O-SO, pronti a ruotare più da SO, dall’Atlantico verso il Canale della Manica e le coste atlantiche francesi, causando delle mareggiate in queste ultime, per l’arrivo di onde alte fino a 4-5 metri verso la Bretagna e la Vandea. Il clou dei forti venti di burrasca si otterrà proprio tra il pomeriggio e la serata successiva, allorquando l’anticiclone delle Azzorre, che manterrà i propri massimi di oltre i 1025 hpa in pieno Atlantico, estenderà un cuneo stabilizzante verso nord-est, in direzione dell’Islanda e dell’alto mar di Norvegia. Lungo il margine orientale di questo impianto anticiclonico, inclinato verso nord-est, scivoleranno masse d’aria piuttosto fredde che andranno ad alimentare ulteriormente la profonda circolazione depressionaria che si localizzerà a ridosso del Galles, con un minimo barico al suolo pronto a scivolare attorno la soglia dei 975 hpa, un valore piuttosto profondo.
Tra il bordo orientale del promontorio anticiclonico oceanico e il margine occidentale del profondo ciclone extratropicale britannico si scaverà un fitto “gradiente barico orizzontale” (notevole infittimento di isobare) che rafforzerà il “vento ageostrofico”, generando forti burrasche da Est sul mar del Nord e da NE in prossimità delle coste scozzesi e dell’Irlanda del Nord, con rinforzi di tempesta proprio in prossimità del nord della Scozia, sulle isole Ebridi e sulle coste dell’Irlanda del Nord, dove nei punti più esposti le raffiche di vento da NE e N-NE potranno lambire i 100-110 km/h, con picchi fino a 120 km/h. Venti veramente impetuosi da E-NE, dalla nottata, sono attesi sulle coste dell’Inghilterra nord-orientale, tra Newcastle e Berwick, e sulle coste orientali scozzesi, fra l’area di Edimburgo e la città di Aberdeen, dove si potranno raggiungere picchi di oltre i 100 km/h. Le forti burrasche, con rinforzi di tempesta, saranno accompagnate anche da un notevole incremento del moto ondoso su tutto il mar del Nord. La forte ventilazione orientale, infatti, si spingerà dalle coste danesi e dallo Skagerrak verso le coste dell’Inghilterra orientale e la Scozia, originando un esteso “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) che genererà onde alte più di 5-6 metri, con ondate più alte di oltre i 7 metri che si dirigeranno verso i bassi fondali sabbiosi dell’Inghilterra orientale e della Scozia.
L’impatto con i grandi banchi di sabbia presenti a largo delle coste britanniche dovrebbe rompere le ondate più grandi che raggiungeranno le coste già appiattite. Nonostante l’attrito con i bassi fondali sabbiosi del mar del Nord bisogna anche dire che se le burrasche più intense si verificheranno nello stesso orario in cui subentra l’alta marea non sono del tutto escluse delle piccole inondazioni, o meglio allagamenti, lungo le aree costiere dell’Inghilterra nord-orientale e della Scozia orientale. Nella giornata di domani le burrasche più intense, in genere da NE e N-NE, si estenderanno all’Atlantico, interessando principalmente le coste settentrionali della Scozia e le coste irlandesi settentrionali, dove si verificheranno pure delle mareggiate. Il profondo vortice depressionario andrà gradualmente a colmarsi tra il pomeriggio e la serata di domani, favorendo pure un notevole indebolimento della ventilazione che si attenuerà dalla seconda parte di giornata.


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