Degli ‘hot spot’ di roccia fusa in alcune zone di faglia potrebbero trasformare dei sismi moderati in massicci terremoti. A dirlo, una ricerca dello Scripps Institution of Oceanography in California pubblicata su ‘Nature’. Secondo gli scienziati, delle rocce fuse nelle zone di faglia potrebbero agire secondo un meccanismo simile a quello di un pattinatore su ghiaccio: nei punti di frequente passaggio della lama, l’attrito provoca una fusione del ghiaccio, e rende la superficie ghiacciata meno rigida. In questo modo, nelle zone di faglia si creerebbero, a causa delle rocce fuse, dei punti particolarmente fragili. “Il tutto sembra essere inserito all’interno di un complesso meccanismo di indebolimento dinamico che si concentra in zone di faglia che sono altamente sotto stress”, ha spiegato Kevin Brown, che ha condotto lo studio. Questi punti di roccia fusa potrebbero anche spiegare come mai dei leggeri slittamenti che inizialmente causano solo tremori potrebbero trasformarsi, in una sorta di effetto palla di neve, in terremoti enormi, superati alcuni limiti fisici di non ritorno. “Si tratta di un processo che, nelle aree fortemente sollecitate, a un certo punto provoca delle rotture in quei punti che sono come gli ‘anelli deboli’ di una cavea. Anche regioni inizialmente stabili potrebbero andare incontro a slittamenti a causa di questi fenomeni, se sono sollecitate con velocita’ superiori a quelle che possono tollerare”, ha spiegato Brown. Questo meccanismo, secondo gli scienziati, potrebbe essere stato coinvolto nel terremoto del Giappone dello scorso anno.
Terremoti: la roccia fusa in alcune zone di faglia potrebbero rendere le scosse più violente


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