Nel corso dei mesi scorsi ci siamo interessati dell’isola di El Hierro, interessata da uno sciame sismico degno di nota e da un debole bradisismo, che faceva presagire ad un’imminente eruzione. In realtà questi eventi sono di difficile predicibilità deterministica e possono anche durare nel tempo. Dallo scorso 13 Settembre, dopo un periodo di bassa attività, la sismicità è nettamente aumentata, e nel corso dei giorni scorsi si sono verificati ben 300 terremoti. La profondità ipocentrale degli eventi tellurici si è attestata a circa 18-22 chilometri sotto la parte centrale dell’isola, combinata ad una deformazione che suggerirebbe un nuovo flusso magmatico in intrusione. Nella giornata di ieri si sono verificate 23 scosse sismiche, alcune delle quali più superficiali (10 e 14 chilometri), con un’ulteriore deformazione di un paio di mm. Anche in questo caso tuttavia non è facile stabilire se tutto ciò possa portare ad un’eruzione. Le intrusioni magmatiche prive di eruzioni avvengono abbastanza frequentemente, ma se la sismicità dovesse continuare nel tempo divenendo sempre più superficiale, incrementando inoltre la deformazione del suolo e il rilascio di gas vulcanici come l’anidride carbonica o l’aumento di anidride solforosa, allora potrebbe essere davvero imminente un evento eruttivo. IGN sta monitorando la situazione a El Hierro, ma non è stato deciso di aumentare lo stato di allerta al vulcano dell’isola, che si trova attualmente al codice Verde, il più basso.
Torna a tremare l’isola di El Hierro, ma la difficile prevedibilità deterministica non consente previsioni


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