
Tragedia sulle vette dell’Himalaya: sarebbero 13 le vittime tra cui un italiano, il milanese Alberto Magliano, mentre altri due connazionali sono rimasti travolti da una valanga sul Monte Manaslu, l’ottavo picco piu’ alto del mondo, in Nepal. La spedizione contava 35 persone. “Dalla montagna si e’ staccato un seracco e laha innescato la caduta di una montagna di neve che purtroppo ha coinvolto le tende del ‘campo 3‘”, ha raccontato a SkyTg24 un amico degli alpinisti italiani, Marco Confortola. Altri italiani della spedizione erano invece rientrati sabato al ‘campo base’. Finora sono stati recuperati 5 cadaveri, tra cui quelle di un tedesco e una guida nepalese, ma mancano all’appello ancora 8 alpinisti. Dopo l’incidente, avvenuto nelle prime ore del giorno, sono stati spedite nella zona, circa 100 km a nord-ovest di Kathmandu, le squadre di soccorso in elicottero.
Il consolato italiano a Calcutta ha confermato la morte dell’alpinista italiano Alberto Magliano, nato a Trieste il 24 novembre del 1945, travolto insieme ad altri colleghi da una valanga sul Manaslu, sulla catena dell’Himalaya in Nepal. Il console Joel Melchiori, raggiunto telefonicamente dall’Adnkronos ha riferito della presenza di altri 8 italiani membri della spedizione. Nessuno di loro, ha detto Melchiori, risulta aver subuto ferite gravi e non risulterebbero dispersi. Le autorita’ italiane, ha riferito ancora il console all’Adnkronos, sebbene le comunicazioni con il campo base siano difficoltose, sono in contatto con alcuni di loro attraverso l’ufficio di Kathmandu.


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