Valanga Himalaya, notizie ancora incerte ma le vittime sarebbero 13, quasi tutte francesi

Sarebbe salito a 13 il bilancio “ufficioso” dei morti provocati da una valanga che nella notte ha travolto le tende di un gruppo di alpinisti europei – francesi, tedeschi e italiani – vicini alla vetta del Manaslu (8.163 metri), nell’Himalaya. “Ho contato almeno 12 o 13 cadaveri”, ha raccontato a Montagna.tv Silvio Mondinelli, che faceva parte del gruppo di italiani che hanno partecipato alla spedizione e che è rimasto illeso, a differenza del compagno Alberto Magliano, 66 anni, che non ce l’ha fatta. “La situazione quando gli italiani hanno lasciato il campo 3 (a circa 7mila metri, ndr) era impressionante – ha proseguito Mondinelli – La valanga era così grossa che ha polverizzato anche il campo 2 (poche centinaia di metri più sotto, ndr) tra spostamento d`aria e neve. Lì però si sono salvati tutti, ci sono solo due o tre sherpa un po` malconci ma tutto sommato in buone condizioni”. Le autorità nepalesi finora hanno confermato 9 morti, tra cui un tedesco e uno sherpa, una guida locale. Secondo l’agenzia nipponica Kyodo News, i morti sarebbero 12 e 13 i feriti. Tra gli italiani sul posto anche Christian Gobbi, che era al campo 3 assieme a Magliano e Mondinelli. I due italiani illesi hanno nel frattempo raggiunto il campo base, dove hanno incontrato Marco Confortola, l’alpinista che ha rischiato la vita sul K2 quattro anni fa. Gobbi e Mondinelli attendono ora di salire a recuperare il compagno. Nelle prossime ore è previsto l`arrivo di Nima Nuru Sherpa, responsabile della Cho Oyu Trekking, che salirà per recuperare il corpo di Magliano e si occuperà del disbrigo delle pratiche per il rimpatrio, sempre secondo Montagna.tv.