L’intensa perturbazione afro-mediterranea, che penalizzerà la giornata di Halloween su gran parte delle nostre regioni, sarà accompagnata dall’attivazione di sostenuti, a tratti intensi, venti di scirocco e ostro, pronti a sferzare i mari che circondano l’Italia, con probabili burrasche pronte ad investire il medio-alto Tirreno e dal pomeriggio/sera pure l’Adriatico centro-settentrionale. Venti forti, ma da N-NE, colpiranno pure le coste del ponente ligure, dal settore più occidentale del genovese fino al savonese e imperese, per l’avvento del cosiddetto travaso freddo padano che originerà l’impetuosa tramonta, un vento tipico della Riviera di Ponente. Ma procediamo con ordine. Durante la mattinata si assisterà ad un rapido peggioramento, condito da rovesci e temporali, anche di forte intensità, ad iniziare dalla Sardegna, la Sicilia e le regioni tirreniche, per l’avanzata di una estesa “Warm Conveyor Belt”, di tipo sub-tropicale marittima, spinta velocemente dal “getto sub-tropicale”, che dal medio Atlantico penetra fino all’Africa nord-occidentale e al Mediterraneo centrale. Tale “Warm Conveyor Belt”, d’estrazione sub-tropicale marittima, in mattinata andrà ad interagire con un’area caratterizzata da una consistente anomalia positiva della “vorticità potenziale”, che dal Portogallo e dalla Spagna si espanderà fino al Mediterraneo e mar delle Baleari, agevolando la rapida formazione di una ciclogenesi, nei medi e bassi strati, sul mar delle Baleari.
Tale ciclogenesi avrà una evoluzione e un approfondimento molto veloce, visto che sarà subito alimentata da masse d’aria piuttosto umide e instabili da S-SE, nei medi e bassi della troposfera, tanto da trasformarsi in un profondo ciclone extratropicale, che nel corso della mattinata evolverà verso il mar di Corsica, con un minimo barico centrale pronto a sprofondare dai 995 hpa fino ai 992-990 hpa. Il notevole approfondimento della giovane ciclogenesi, fra Baleari e mar di Corsica, avrà come prima conseguenza il richiamo di un intenso flusso di umide correnti sciroccali nei bassi strati sui mari italiani, per il rinvigorimento del “gradiente barico orizzontale” che aspirerà aria calda, di tipo sub-tropicale marittima continentalizzata (più umida di quella continentale tradizionale, visto l’origine oceanica prima del passaggio obbligatorio sopra il Marocco, il nord dell’Algeria e la Tunisia), direttamente dall’entroterra desertico algerino e dalla Tripolitania. Questo flusso poi versandosi sul Canale di Sardegna e di Sicilia, in parte sullo Ionio, si propagherà verso i mari che circondano l’Italia, con una intensa ventilazione da S-SE nei bassi strati che si caricherà di umidità durante il passaggio sopra il mar Tirreno, lo Ionio e il bacino adriatico. Venti intensi di scirocco, pronti a ruotare più ad ostro, sferzeranno l’intero Tirreno, investendo con maggior forza le coste di Lazio e Toscana, dove si potrebbero attivare delle brevi ma intense burrasche da S-SE.

Specie nel tratto a ridosso dell’Arcipelago Toscano, e lungo le coste del romano, viterbese e grossetano, dove l’intensa ventilazione da S-SE potrebbe raggiungere picchi fino a 70-80 km/h, data la concentrazione dei massimi di “gradiente barico” fra la Corsica, sede della profonda area depressionaria sui 992 hpa, e regione balcanica, dove invece il campo barico si manterrà su valori medi. Al contempo, l’intenso “gradiente barico” originato dalla profonda ciclogenesi sul mar di Corsica, richiamerà forti raffiche di tramontana sulle coste della Riviera di Ponente, pronte a versarsi sopra il settore più occidentale del mar Ligure e il tratto di mare antistante le coste della Provenza. Nelle principali vallate dell’imperese e del genovese, fra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, le forti raffiche di tramontana potranno lambire picchi di oltre i 60-70 km/h, con picchi prossimi agli 80-90 km/h nella zona di Capo Mele, particolarmente esposta alle impetuose folate di caduta dalle vallate interne del savonese. Come detto, nella maggior parte dei casi, ad ogni peggioramento che coinvolge la Liguria, la tramontana, con la sua classica provenienza da Nord o N-NE, si attiva accompagnando le varie fasi perturbate. In genere soffia veramente impetuosa, con raffiche che facilmente possono oltrepassare i 60-70 km/h. Questo perché accompagna il classico travaso di aria più fredda e pesante dal basso Piemonte verso le coste liguri. Difatti, i contrasti termici che si vengono ad instaurare fra il basso Piemonte, solitamente molto più freddo delle coste liguri, determina un notevole “gradiente termico orizzontale” che a sua volta va ad inasprire il “gradiente barico orizzontale” tra gli opposti versanti dell’Appennino Ligure.
Da tali divari termici e barici, fra basso Piemonte (dove in inverno preesistono nei bassi strati i cuscini freddi padani) e le coste ligure (molto più calde data la forte influenza marittima) si attivano le intense raffiche di tramontana sulle principali vallate della Riviera di Ponente, da Sestri Ponente fino all’imperese, che in alcune aree possono divenire veramente molto forti, con picchi fino a 90-100 km/h nei pressi di Capo Mele. L’intensa ventilazione meridionale sul Tirreno tenderà rapidamente a diminuire di intensità solo dal tardo pomeriggio, con il graduale avvicinamento della ciclogenesi alla Corsica, che favorirà una rapida rotazione dei venti da S-SE e Sud a SO, sempre meno tesi. Nel pomeriggio il sensibile infittimento di isobare sopra il bacino Adriatico attiverà un intenso flusso sciroccale (componente da SE e S-SE nei bassi strati) pure sull’Adriatico, dal Canale d’Otranto fino alle coste della Romagna e del Veneto, con una ulteriore intensificazione fino a carattere di burrasca sul medio-alto Adriatico, nel tratto antistante le coste dalmate, risalendo l’Adriatico, dove si assisterà ad un veloce aumento del moto ondoso, da molto mosso ad agitato a largo, con sviluppo di onde di “mare vivo” ben formate, alte fino a 2.5-3.0 metri. Sul bacino adriatico gli intensi venti di scirocco continueranno a soffiare fino alla tarda nottata, attenuandosi sensibilmente all’inizio della mattinata di domani, con una progressiva rotazione dai quadranti sud-occidentali non appena l’area depressionaria si sarà diretta verso le regioni centrali, andandosi a colmare durante lo spostamento in direzione dei Balcani.
Mari da molto mossi ad agitati; possibili mareggiate sull’Arcipelago Toscano e sull’alto Adriatico con acqua alta a Venezia.
L’intensificazione dei venti sciroccali sui mari che circondano l’Italia avrà come prima ripercussione la rapida crescita del moto ondoso su tutti i bacini, che da mossi diverranno velocemente molto mossi, fino ad agitato a largo il Tirreno centro-settentrionale e dalla serata pure il medio-alto Adriatico. Sul Tirreno centro-settentrionale, l’intenso scirocco, produrrà onde di “mare vivo” alte fino a 2.5-3.0 metri, a largo, che si muoveranno in direzione dell’Arcipelago Toscana e sui litorali meridionali dell’Elba, dove attiveranno delle intense risacche che daranno molto fastidio ai collegamenti marittimi.

Dal pomeriggio/sera su tutto il bacino tirrenico il moto ondoso tenderà a provenire da Sud e S-SO, spingendo le onde di “mare vivo” verso le coste laziali e il grossetano, con probabili mareggiate di debole intensità nei tratti maggiormente esposti. Dal pomeriggio bisognerà fare molta attenzione anche all’intenso scirocco che si dipanerà su tutto il mar Adriatico, creando un esteso “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) che genererà un sensibile aumento del moto ondoso sull’intero bacino, che da molto mosso diverrà localmente agitato a largo, con onde alte fino a 2.5-3.0 metri che raggiungeranno i litorali veneti. Il flusso sciroccale contribuirà a spingere le masse d’acqua verso le coste venete e la laguna, alzando una marea eccezionale sulla città di Venezia, che nella prossima notte farà i conti con un “acqua alta eccezionale”, con un picco di ben 1.40 centimetri. Il moto ondoso andrà ad attenuarsi su tutti i mari solo dalla mattinata di domani, con l’instaurarsi di una lunga scaduta, con onda lunga da S-SO e SO sul Tirreno centro-settentrionale. Una scaduta ben più consistente, con una ben formata onda lunga da SE, pronta ad interessare l’intero bacino adriatico, diminuendo solo dal tardo pomeriggio/sera successiva.


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