Allerta Meteo Basilicata, preoccupano i fiumi: argini e sponde da rinforzare, ogni volta che arriva il maltempo è un incubo

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Ad ogni previsione di precipitazioni sostenute, in Basilicata si tengono d’occhio i fiumi, soprattutto il Bradano ed il Basento in provincia di Matera. E’ ancora viva la memoria e sono ancora tangibili i danni dell’alluvione dell’1 e del 2 marzo proprio a causa delle esondazioni dei fiumi e dei loro affluenti. I principali interventi di messa in sicurezza sono finanziati e progettati ma non sono ancora partiti. La Regione, dopo la dichiarazione di stato di calamita’ per l’alluvione e la nomina del commissario straordinario nella persona del presidente della Regione, Vito De Filippo, ha in tutto 14,5 milioni di euro. Pero’ sono stati impegnati solo 7,5 milioni di euro rivenienti dai fondi regionali ed un altro milione di euro anticipato dalla Regione stessa mentre si e’ ancora in attesa dei fondi di competenza statale, pari a 7 milioni di euro. Gli interventi programmati si muovono su tre direttrici: un profilo emergenziale che riguarda la manutenzione degli argini dei fiumi nei punti di maggiore criticita’; un intervento strutturale sulla foce del Bradano pari ad euro 3,5 milioni di euro; sul fronte preventivo, sara’ incrementata la rete idropluviometrica su tutto il bacino idrografico, per un importo pari a 500.000 euro. Tale aspetto preventivo e’ gia’ in atto con un presidio sulle stazioni di rilevamento da parte di associazioni di volontariato in occasione di forti precipitazioni. Nello specifico dell’emergenza e della manutenzione straordinaria gli interventi progettati sono la difesa spondale sul fiume Bradano, il ripristino dell’officiosita’ del fiume Basento, in modo da evitare punti di ostruzione dei detriti, per un tratto complessivo di 21 km, interventi sui fiumi Agri e Sinni e sul torrente Toccacielo. In tutto sono 36 i progetti previsti per la mitigazione del dissesto idrogeologico ma ne restano da finanziare 11, per un importo pari a 6 milioni euro. Il prefetto di Matera, Luigi Pizzi, ha gia’ dato disposizioni al Corpo forestale di monitorare i corsi d’acqua, soprattutto nei territori con minore presenza umana. Ha inoltre invitato i Comuni a segnalare i fattori di vulnerabilita’ e rischio ed a dotarsi di strumenti di pianificazione di Protezione civile per garantire la pubblica incolumita’.