Allerta Meteo: profonda ciclogenesi con associata Warm Conveyor Belt sul Mediterraneo centro/occidentale, forte maltempo in arrivo sull’Italia con venti impetuosi

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Mentre gli stati nord-orientali degli USA e l’area metropolitana di New York fanno la conta dei danni lasciati dal transito dell’ormai ex uragano “Sandy” (nessuna stazione continentale statunitense ha però registrato venti medi sostenuti pari ad un uragano della 1^ categoria Saffir-Simpson), l’Italia si prepara ad affrontare una intensa perturbazione che nella giornata di domani rischia di apportare piogge diffuse e forti manifestazioni temporalesche, che potrebbero divenire molto intense e persistenti, specie fra le coste liguri, la Toscana, il Lazio e la Campania, con cumulate fino a oltre i 100-150 mm. Ma localmente, specie nelle aree investite dai fenomeni temporaleschi più consistenti, gli apporti pluviometrici potrebbero oltrepassare tali soglie procurando molti disagi, per allagamenti e smottamenti, nei centri abitati interessati. Il quadro meteo/climatico a livello europeo si presenta alquanto dinamico. Il notevolissimo “gradiente termico orizzontale”, di “pressione” e “geopotenziale” che si è venuto a creare fra il solido promontorio anticiclonico dinamico, presente fra la penisola del Labrador e Terranova (lo stesso anticiclone dinamico che ha provocato la deviazione dell’uragano “Sandy” verso le coste del New Jersey), e la profonda circolazione depressionaria a carattere freddo, in azione nel tratto di oceano fra la Groenlandia e le coste norvegesi, si è ulteriormente intensificato, producendo un notevole “Jet Streak” (massimo di velocità del vento in alta quota) lungo il ramo discendente del “getto polare”, con violentissimi venti ad oltre i 270-280 km/h a circa 8500-9000 metri di altezza.

Scendendo a grandissima velocità verso sud, per poi improvvisamente virare verso est all’altezza del Regno Unito, il ramo principale del “getto polare” va ad alimentare la formazione di diversi sistemi frontali e frontogenesi che si muovono verso il sud della Scandinavia e il mar Baltico, risalendo fino alla Finlandia e all’estremo ovest russo. Un ramo secondario del “getto polare” sta tenendo in vita un vecchio “CUT-OFF”, posizionato poco ad ovest delle isole Azzorre, da cui si origina un intenso flusso occidentale in quota, che dalle medie latitudini atlantiche si dipana verso il Marocco, il nord dell’Algeria e il bacino centro-occidentale del Mediterraneo. Tale flusso, piuttosto intenso e umido in quota, interagirà con una importante anomalia della “vorticità potenziale” (il rapporto che intercorre tra la vorticità e lo spessore del vortice) attualmente posizionata fra le coste del Portogallo e la Spagna, mentre al contempo una estesa “Warm Conveyor Belt”, di tipo sub-tropicale marittima, dal medio Atlantico si sta affacciando alle coste del Marocco, raggiungendo lo stretto di Gibilterra e le coste dell’Andalucia.

Sarà proprio questa “Warm Conveyor Belt”, d’estrazione sub-tropicale marittima, in risalita dal medio Atlantico (nel tratto ad ovest delle Canarie), nella prossima notte, ad interagire con l’anomalia positiva della “vorticità potenziale”, che dal Portogallo e dalla Spagna si espanderà fino al Mediterraneo, agevolando la rapida formazione di una ciclogenesi, nei medi e bassi strati, sul mar delle Baleari. Tale ciclogenesi avrà una evoluzione e un approfondimento molto veloce, visto che sarà subito alimentata da masse d’aria piuttosto umide e instabili da S-SE, nei medi e bassi della troposfera, tanto da trasformarsi in un profondo ciclone extratropicale, che nel corso della mattinata di domani evolverà verso il mar di Corsica, con un minimo barico centrale pronto a sprofondare dai 995 hpa fino ai 992-990 hpa. Il notevole approfondimento della giovane ciclogenesi, fra Baleari e mar di Corsica, avrà come prima conseguenza il richiamo di un intenso flusso di umide correnti sciroccali nei bassi strati sui mari italiani, per il rinvigorimento del “gradiente barico” che aspirerà aria calda, di tipo sub-tropicale marittima continentalizzata (più umida di quella continentale tradizionale, visto l’origine oceanica prima del passaggio obbligatorio sopra il Marocco, il nord dell’Algeria e la Tunisia), direttamente dall’entroterra desertico algerino e dalla Tripolitania.

Tale flusso poi si dirigerà verso i mari che circondano l’Italia, con una intensa ventilazione da S-SE nei bassi strati che si caricherà di umidità durante il passaggio sopra il mar Tirreno, lo Ionio e il bacino adriatico. Venti intensi di scirocco, pronti a ruotare più ad ostro, sferzeranno l’intero Tirreno, investendo con maggior forza le coste di Lazio e Toscana, dove si potrebbero attivare delle brevi burrasche da S-SE, specie nel tratto a ridosso dell’Arcipelago Toscano, mentre contemporaneamente forti raffiche di tramontana si verseranno sul ponente ligure, dato l’intenso “gradiente barico” prodotto dalla profonda ciclogenesi sul mar di Corsica. Nel pomeriggio l’intenso scirocco che risalirà l’Adriatico favorirà il fenomeno dell’acqua alta su Venezia, dove la marea potrebbe raggiungere dei picchi davvero elevati. I mari di conseguenza, passeranno da molto mossi ad agitati a largo, con onde alte più di 3.0 metri sul Tirreno, e dalla serata pure sull’Adriatico centro-settentrionale. Si verranno a creare condizioni di fortissimo instabilità “baroclina”, esacerbate dal fatto che l’umido flusso sciroccale nei bassi strati verrà sovrastato, nell’alta troposfera, dallo scorrimento di più fredde e secche correnti occidentali, con conseguente inasprimento del “gradiente termico verticale” e “igrometrico” sulle nostre regioni. Un vero e proprio mix esplosivo per l’attività convettiva nel pre-frontale.

Nel corso della mattinata di domani il tempo andrà rapidamente a peggiorare su tutte le nostre regioni per l’insorgenza del sistema frontale nei bassi strati e l’avvento dell’associata “Warm Conveyor Belt”, che provocherà un rapido aumento della copertura nuvolosa sul Mediterraneo centrale. Lungo il settore pre-frontale della ciclogenesi, in sviluppo e approfondimento sul mar di Corsica, il notevole “gradiente termico verticale”, la divergenza dei venti fra l’alta e la bassa troposfera e la convergenza delle correnti nei bassi strati, con la formazione di una linea di confluenza sul bacino tirreno, fra il flusso da S-SE e quello da SO che accompagna la ciclogenesi, destabilizzeranno l’atmosfera, favorendo la formazione di una diffusa attività convettiva e di sistemi temporaleschi a mesoscala che si muoveranno in direzione delle regioni tirreniche, dalla Campania alla Toscana, e della Liguria, dove potranno apportare abbondanti precipitazioni, con fenomeni di forte intensità, anche a carattere di nubifragio, nelle aree costiere particolarmente esposte e soggette a linee di convergenza venti nei bassi strati.

L'intenso flusso sciroccale che alimenterà la nascita della ciclogenesi sul mar di Corsica e le Baleari

In questo caso non è da escludere la possibilità di sviluppo dei temuti sistemi convettivi a “V”, di tipo “V-Shaped”, tra mar Tirreno e Ligure, ed in misura minore pure sullo Ionio, visto il passaggio in alta quota del ramo principale del “getto sub-tropicale”, che dal medio Atlantico penetra fino all’Africa nord-occidentale e al Mediterraneo centrale. Forti temporali rischiano di colpire la Liguria, in particolare l’area del Tigullio e i settori limitrofi, dove l’umida e tiepida ventilazione da Est e E-SE, che esce dalle coste del pisano e dalla Versilia, convergerà con le più fredde e intense correnti di tramontana, che fuoriescono dalle vallate del genovese, savonese e imperese, per il classico travaso di aria più fredda e pesante dal basso Piemonte (i contrasti termici fra il basso Piemonte, solitamente molto più freddo delle coste liguri, determina un “gradiente barico” tra gli opposti versanti dell’Appennino Ligure che attiva le intense raffiche di tramontana sulle principali vallate della Riviera di Ponente, da Sestri Ponente fino all’imperese). In genere, come è già accaduto con la disastrosa alluvione che lo scorso anno ha colpito Genova, l’aria più fredda e pesante (d’estrazione padana) spinta verso il mar Ligure dalle intense raffiche di tramontana va a scalzare l’aria molto più calda e umida convogliata dai venti di scirocco e ostro (dal bacino tirrenico fino allo spezzino), facendo bruscamente sollevare quest’ultima verso l’alto, con lo sviluppo di fortissimi moti convettivi (moti ascensionali) che danno vita ai temuti sistemi temporaleschi autorigeneranti, pronti a scaricare piogge torrenziali su determinate località.

Si nota l'estesa “Warm Conveyor Belt” diretta sul Mediterraneo centrale

Ma piogge veramente intense e temporali, di moderata e forte intensità, nel corso della giornata colpiranno anche regioni come la Toscana, il Lazio e la Campania, dove si potrebbero registrare autentici nubifragi, specie nell’area compresa fra basso Lazio e Campania, per la formazione di una linea di confluenza nei bassi strati fra gli umidi venti da S-SE e le più temperate correnti da S-SO e SO, che cominceranno ad affluire, nel pomeriggio/sera, dal Mediterraneo centro-occidentale e Canale di Sardegna. Dalla serata, con lo spostamento della profonda ciclogenesi verso la Corsica e l’alto Tirreno, con un minimo barico sui 994 hpa,  il maltempo insisterà anche sulle regioni settentrionali, in particolar modo sul Triveneto, dove l’umido e intenso flusso sciroccale che risalirà tutto il bacino Adriatico spingerà aria molto umida e instabile che agevolerà la formazione di qualche “Cluster temporalesco”, pronto ad investire il Veneto e le coste friulane. Sulle Alpi tornerà a nevicare, in modo anche abbondante, ma sopra i 1200 metri, a quote decisamente più basse sulle Alpi occidentali, dove la quota neve si porterà sotto i 900-800 metri. Anche sulle restanti regioni il rischio di piogge diffuse e locali rovesci o temporali rimane elevato, specie sulle regioni settentrionali e nel settore ionico di Calabria, Puglia e Sicilia, dove lo “stau” agli umidi venti di scirocco potrà favorire precipitazioni importanti per gran parte del giorno. Solo nella giornata di Ognissanti si assisterà ad un più rapido miglioramento delle condizioni meteo su tutte le regioni, con residua variabilità e qualche precipitazione sparsa sui settori tirrenici, fra Lazio, Umbria e Campania. Altrove avanzeranno ampie schiarite, con il ritorno del sole e la cessazione delle precipitazioni.