Buchi neri: misurato il bordo esterno dell’orizzonte degli eventi

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Credit: Adam Block, Mt. Lemmon SkyCenter, U. Arizona

Un team internazionale di astronomi ha scrutato il bordo di un buco nero al centro di una galassia distante. Per la prima volta gli astronomi hanno misurato il punto di non ritorno, ossia la distanza minima a cui la materia può avvicinarsi prima di essere definitivamente attratta nel buco nero. Un buco nero è una regione dello spazio in cui la forza di gravità è così forte che nulla, nemmeno la luce, risesce a sfuggire. Il suo confine è noto come “l’orizzonte degli eventi”. “Una volta che gli oggetti cadono all’interno di questa regione di spazio sono persi per sempre”, dice l’autore Shep Doeleman, assistente presso l’Osservatorio MIT Haystack e ricercatore associato presso l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA). “E’ una porta di uscita dal nostro universo. Se oltrepassi quella porta, non tornerai.” Il team ha esaminato il buco nero al centro di una galassia ellittica gigante chiamata Messier 87 (M87), che si trova a circa 50 milioni di anni luce dalla Terra. Questo buco nero è 6 miliardi di volte più massiccio del Sole. E’ circondato da un disco di accrescimento di gas vorticoso, che nonostante sia invisibile alla luce, è abbastanza caldo da essere notato.  “Anche se questo buco nero è molto distante, è così grande che la sua dimensione apparente del cielo è più o meno come il buco nero al centro della Via Lattea,” dice il co-autore Jonathan Weintroub del TUF. La squadra è stata in grado di misurare questa orbita più interna e ha scoperto che è solo 5,5 volte la dimensione dell’orizzonte degli eventi del buco nero. Questo suggerisce che il disco di accrescimento è in rotazione nella stessa direzione del buco nero. Le osservazioni sono state fatte mettendo in correlazione radiotelescopi alle Hawaii, in Arizona e in California per creare un telescopio virtuale chiamato Event Horizon, o EHT. L’EHT è in grado di vedere i dettagli 2.000 volte più sottili del telescopio spaziale Hubble. Il team ha in programma di espandere le osservazioni attraverso altri radiotelescopi mondiali, al fine di ottenere immagini ancora più dettagliate dei buchi neri.