Finalmente sta per terminare l’intensa ondata di caldo che da giorni interessa il Sud, al suo posto affluiranno masse d’aria più temperate oceaniche

Finalmente è finita. L’opprimente avvezione calda che negli ultimi giorni ha fatto schizzare i termometri su cifre quasi eccezionali (esagerate pure per il mese di Agosto) per l’ultima decade di Settembre, sta per abbondare il nostro sud peninsulare e la Sicilia. In molte località dell’estremo sud, in particolare sulla Sicilia tirrenica e tra Calabria, Puglia e Basilicata, la colonnina di mercurio si è impennata ben oltre il muro dei +35°C +36°C, con picchi fino a +37°C +38°C registrati in diverse località della Sicilia tirrenica, specie fra palermitano e messinese, dove si è assaggiato un weekend dai pieni connotati estivi, tralasciando il soffio fastidioso dei venti di scirocco. La stazione di Capo Palinuro, gestista dall’Aeronautica Militare, è stata in grado di eguagliare il proprio record mensile di caldo per il mese di Settembre, stabilendo una massima di ben +34.0°C. Purtroppo, il clima molto caldo e secco, unito ai venti di ostro e scirocco, provenienti direttamente dal torrido entroterra desertico dell’Algeria orientale e della Libia occidentale, hanno contribuito ad alimentare grossi incendi, appiccati dalle solite mani criminali dei piromani (che meriterebbero pene di gran lunga più severe), che hanno purtroppo devastato interi territori della Sicilia tirrenica, cagionando la morte di decine di capi di bestiame e animali selvatici rimasti intrappolati fra le fiamme di boschi e campagne.

I venti di scirocco, “canalizzandosi” lungo gli ampi valichi di Madonie, Nebrodi e Peloritani, hanno contribuito ad alimentare e a spingere i focolai in direzione dei centri abitati della faglia collinare, raggiungendo in più punti anche la rete ferroviaria della Palermo-Messina. Non è un caso se i principali incendi che hanno devastato il palermitano e numerosi comuni del messinese tirrenico si siano verificati nelle vallate più grandi, dove l’effetto dell’incanalamento orografico dei venti di scirocco e ostro, che scivolano direttamente dai crinali di Peloritani, Nebrodi e Madonie, ha impresso una notevole accelerazione al fronte di fuoco. Per fortuna il peggio è ormai alle spalle, già dalle prossime ore, dai quadranti più occidentali, cominceranno ad affluire masse d’aria più temperate d’estrazione oceanica (provenienti dalle nostre stesse latitudini). I temporali e gli isolati rovesci che tra la scorsa notte e la mattinata odierna hanno interessato diverse zone della Sicilia e del centro-sud erano associate ad una debole linea d’instabilità, legata ad un area di confluenza venti parallela al principale flusso caldo sub-tropicale (una situazione classica durante le avvezioni calde che provengono dal nord-africa), dai quadranti meridionali, che dall’Algeria orientale risaliva fino al bacino centrale del Mediterraneo. Già dalla giornata di domani si assisterà ad ulteriore miglioramento delle condizioni atmosferiche, con i venti alle varie quote pronti ad assumere una componente spiccatamente più occidentale, che piloterà aria più temperata dal medio Atlantico, pronta a rimescolarsi nei medi e bassi strati, scacciando l’aria calda sub-tropicale continentale che preesiste da giorni sull’intero territorio nazionale.

Le temperature, di conseguenza, sono attese in diminuzione su tutte le regioni, specie su quelle meridionali, riportandosi su valori più consoni per il periodo, anche se quasi sempre poco sopra le medie del periodo. Tra le giornate di mercoledì e giovedì, mentre l’asse di saccatura oceanica che ha interessato il Mediterraneo centrale si sposterà verso est, da ovest incalzerà l’alta pressione delle Azzorre, con le proprie propaggini più orientali, che ripristinerà le condizioni di stabilità sul bacino centrale del Mediterraneo, regalando altre giornata di tempo stabile e soleggiato, ma con clima mite, senza gli eccessi di caldo patiti in questi ultimi giorni. Entro il weekend, causa l’affondo di una nuova saccatura (ondulazione ciclonica in pieno Atlantico), ci si attende lo sviluppo di una seconda avvezione calda, dall’entroterra nord-africano, che dovrebbe nuovamente coinvolgere il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, provocando un ulteriore aumento dei valori termici, anche se non si raggiungeranno i picchi esagerati sperimentati lo scorso weekend.