Grande barriera corallina, studio-shock: il reef si è dimezzato! Il governo Australiano ammette: “siamo stati negligenti”

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L’Australia ha ammesso oggi la sua di “negligenza” per non aver protetto adeguatamente la Grande barriera corallina che, secondo uno studio pubblicato ieri, negli ultimi tre decenni ha perso il 50% della sue superficie per la combinazione di una serie di fattori fra cui il riscaldamento climatico. “Immagino che lo studio sia stato uno choc per molte famiglie” in Australia, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Tony Burke, ai microfoni dell’emittente pubblica ABC. Il governo di centro sinistra ha adottato delle misure protettive ma “non vi è alcun dubbio che ci sono state delle negligenze negli ultimi decenni”, ha aggiunto. La Grande barriera ha perso più della metà dei suoi coralli negli ultimi 27 anni per gli effetti di fattori meteorologici come (tempeste), climatici (riscaldamento) e industriali (nitrati agricoli), secondo questo studio pubblicato sulla rivista americana Proceedings of the National Academy of Sciences. Gli studiosi hanno avvertito che la Great Barrier Reef – la barriera di corallo più grande al mondo situata al largo della costa del Queensland, nell’Australia nord orientale – potrebbe ridursi nuovamente di un’altra metà entro il 2022, se la situazione non cambierà. Due gravi eventi che hanno causato lo sbiancamento dei coralli nel 1998 e nel 2002 a causa del surriscaldamento dell’oceano, hanno avuto inoltre “un grave impatto” ambientale (del 10% circa) sulle zone centrali e settentrionali della barriera, secondo lo studio. Due terzi della perdita si sono verificati dal 1998 e solo tre delle 214 scogliere coralline analizzate lungo l’esteso sito di 345mila chilometri quadrati si sono salvate da ogni impatto. Inclusa nel patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1981, la Grande barriera si estende su circa 345.000 km2 lungo la costa orientale australiana e costituisce il più vasto insieme corallino del mondo con 3.000 “sistemi” corallini e centinaia di isole tropicali. Il Reef custodisce 400 specie di coralli, 1.500 specie di pesci, 4.000 di molluschi e numerose specie in via di estinzione come la grande tartaruga verde. Le barriere coralline generano decine di miliardi di dollari con il turismo ogni anno nel mondo e la loro conservazione ha pertanto una valenza ecologica ed economica, ha sottolineato il ministro dell’Ambiente australiano Burke. “Per questo abbiamo la responsabilità e questo studio è un severo monito che non possiamo lasciare le cose così”, ha concluso Burke.