Il maltempo colpisce con durezza l’area pirenaica; la cittadina di Lourdes finisce sott’acqua, oltre 500 i pellegrini evacuati

MeteoWeb
Si nota l'onda di Rossby che ha causato l'intenso maltempo tra Spagna orientale e Pirenei

Il maltempo ha colpito con durezza diverse alcune aree della Spagna orientale, la Catalogna e in modo ancora più incisivo la regione pirenaica orientale, al confine con la Francia sud-occidentale, dove si sono verificate abbondanti precipitazioni. Nelle aree montuose dei Pirenei centro-orientali, fra la giornata di venerdì e quella di sabato, sarebbero caduti ben oltre 200-250 mm di pioggia, ma localmente gli apporti pluviometrici definitivi hanno anche lambito la soglia dei 300 mm, anche per merito del notevole effetto “stau” esercitato dalla catena montuosa dei Pirenei alle umide e calde correnti sud-orientali, che risalivano il ramo ascendente dell’ampia saccatura oceanica, distesa fin sull’entroterra marocchino. Si tratta di apporti abbastanza significativi, anche se non particolarmente eccezionali. Le precipitazioni più intense hanno colpito l’area di Lourdes che è finita sott’acqua per l’esondazione del fiume Gave du Pau, già ingrossato dalle piogge persistenti degli ultimi giorni. Lourdes, un piccolo comune nella regione francese del Midi-Pirene, ormai famoso in tutto il mondo per le apparizioni mariane riferite dalla giovane contadina, Bernadette Soubirous, è finito completamente sott’acqua, con oltre 500 pellegrini, molti di questi di nazionalità italiana, evacuati in luoghi sicuri. Intorno a Lourdes, molte strade sono state chiuse a causa dell’acqua e del rischio smottamenti. Sgomberati anche i vicini camping di Cauterets e di Pierrefitte Nestalas, con una quarantina di persone che sono state sistemate in una sala comunale. Circa 50mila abitazioni sono rimaste per alcune ore senza corrente elettrica a causa del vento.

La situazione, però, tende a migliorare, e le abitazioni senza luce sono già scese a 3500. Lo scorso anno, la cittadina è stata meta di pellegrinaggio per oltre 6 milioni di persone. Con molta probabilità, per la piccola cittadina mariana, si tratta delle peggiori inondazioni di questi ultimi 30-40 anni. L’intenso evento precipitativo è stato anche agevolato dall’azione di blocco impressa dal promontorio anticiclonico sub-tropicale stagnante sul bacino centrale del mar Mediterraneo, il quale avrebbe rallentato, fino a bloccare quasi del tutto, l’evoluzione verso levante dell’asse di saccatura (onda di Rossby) in sfondamento dall’Atlantico. Tale rallentamento della saccatura, nel corso della giornata di ieri, ha indotto quest’ultima ad evolvere in un “CUT-OFF” (vortice ciclonico chiuso in quota) sul mar di Alboran, con la conseguente intensificazione del flusso caldo sub-tropicale dai quadranti meridionali, con spiccata componente “baroclina” sulla Spagna, area pirenaica e sul Mediterraneo occidentale, dove si sono realizzate le condizioni adatte per l’instabilità pre-frontale, specie sulla Spagna orientale. Persino il famoso santuario è rimasto isolato, almeno fino alle giornate di martedì o mercoledì. Sull’avenue du Paradis, tra il fiume e il santuario, l’acqua è salita sino ai finestrini delle auto. Tutti gli alberghi della città bassa sono stati sgomberati, anche grazie all’aiuto di autobus e canotti dei pompieri.

Il centro di Lourdes allagato dalle intense piogge

Lo spazio intorno alla grotta di Massabielle, dove secondo la fede cattolica la Vergine Maria apparì nel 1858 a Bernadette Soubirous, è sotto a un metro d’acqua. Solo la Basilica dell’Immacolata Concezione e la cripta, che dominano la cittadina, sono rimaste accessibili, nonostante gli allagamenti. Tra i danni, anche quelli alla centrale idroelettrica, seriamente colpita dalla caduta di tronchi d’albero: «Erano 40 anni che non vedevo una cosa così», ha raccontato Pierre Barrere, proprietario dell’Hotel Christina, mentre assisteva attonito alle operazioni di evacuazione dei pellegrini. Tra loro, anche Catherine Brun, una sessantenne di Grenoble che soggiornava per la prima volta a Lourdes e che è stata invitata a lasciare il suo albergo intorno alle 8.30. Intervistata, ha detto di aver avuto giusto il tempo di prendere l’auto dal parcheggio dell’hotel Paradis, prima dell’improvvisa salita delle acque. Qualche ora più tardi, i pompieri hanno svuotato l’albergo inondato di sua madre, con problemi fisici, con l’ausilio di un canotto. Come tante altre centinaia di persone, le due donne sono ora al sicuro, in un altro hotel della cittadina. Per fortuna il peggio è ormai passato, dopo un po’ di instabilità sparsa che perdurerà fino a domani, indotta dalla persistenza del “CUT-OFF”, che come previsto si è isolato sul mar delle Baleari, il tempo dovrebbe tornare migliorare in maniera più incisa, con l’apertura di ampi rasserenamenti e la cessazione delle ultime precipitazioni.

Emblematica l'immagine della grotta inondata dall'esondazione del Gave du Pau