Il mondo ha apprezzato l’impresa di Felix Baumgartner, il primo uomo ad aver superato la velocità del suono in caduta libera. Felix si è lanciato da un’altezza di 39 Km, realizzando il nuovo record del mondo osservato da ogni parte del globo. Si è parlato tanto di questa impresa, ma non tutti conoscono i dettagli della sua missione, ed in particolare del pallone aerostatico che per 2 ore e 37 minuti ha portato il paracadutista austriaco nella stratosfera. Costituito da strisce di polietilene (plastica) quasi trasparente, termosaldate, con lo stesso spessore di un sacchetto di un’aspirapolvere, il materiale molto delicato è stato utilizzato appositamente per risparmiare peso. Si tratta di un pallone riempito con elio, un gas più leggero dell’aria che permette ad un carico così pesante di salire verso le alte quote dell’atmosfera. I palloni di elio, a differenza di altri, permettono il raggiungimento di una grande altezza in atmosfera senza riscaldamento, a differenza di quanto avviene ad esempio in una mongolfiera, la quale non potrà mai raggiungere certe quote in quanto la mancanza di ossigeno non permetterebbe ai bruciatori di propano di funzionare. Il pallone è stato riempito con 5097 metri cubi di gas al momento del lancio, capace tuttavia di raggiungere quasi 849.505 metri cubi di capacità alla massima espansione. Questo pallone è stato 10 volte superiore a quello usato da Joe Kittinger nel 1960, e tre volte più grande della più grande mongolfiera utilizzata con uomini a bordo (progetto Strato-Lab nel 1961). Non potrebbe essere altrimenti viste le sue mastodontiche dimensioni, pari a 180 metri di lunghezza prima del lancio, un’altezza di 167 metri al decollo, 228 metri sino alla capsula e un diametro di 129 metri.

I palloni di questo tipo sono utilizzati dai programmi governativi e dalle università per lanciare apparecchiature meteorologiche e telescopi, e per fornire inoltre verifiche dei componenti allo spazio, in preparazione di eventuali missioni spaziali. Di solito sono realizzati su misura, quindi ne esistono pochi esemplari. Il fattore meteorologico che preoccupa maggiormente prima di ogni lancio è il vento, che non deve superare i 3 Km/h al livello del suolo, sino a 244 metri di quota. Il lancio del Pallone durante la missione di Felix, è stato affidato all’ATA Aerospace, una società con 50 anni di esperienza, che ha anche supportato alcune delle missioni di Joe Kittinger. Ma che fine ha fatto il pallone dopo la missione? Una volta giunto in un’area appropriata il pallone è stato automaticamente diviso da un cavo in modo tale da separarsi dalla capsula, così l’elio, che non è tossico, è stato disperso nell’atmosfera e l’involucro del pallone è caduto al suolo. Il materiale di polietilene che ne è rimasto è stato prontamente recuperato da una squadra a terra. Il team ha anche recuperato un registratore digitale per analizzare i dati della missione, che potrà aiutare a dare un contributo per i voli futuri.


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