Il tirafiato, il misterioso rettile temuto dalla tradizione siciliana

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di Kirieleyson – Fino alla scorsa Estate non ne sapevo nulla di quel rettile e quando ne ho sentito parlare la prima volta da Sofia, una bambina di 8 anni,  nel corso di una mia breve vacanza,  mi è sembrata più che lei  si riferisse ad una favola che le avevano raccontato,  piuttosto che a qualcosa di reale. La cosa mi ha incuriosito ed ho  indagato un po’ in giro.  Quasi tutti quelli da me interpellati  me ne hanno parlato come della cosa  più naturale del mondo. C’è subito da dire che non sto parlando del drago di Comodo e non mi trovavo né a Papua Nuova Guinea né nelle Galapagos, ma sto parlando del  “tirafiato” (tiraciatu in dialetto) e  il luogo in questione  è  la costa jonica della provincia  di Messina. Il tirafiato è un piccolo rettile metà serpente e metà  lucertola, infatti ha le zampe. La gente lo chiama così perché si dice che venga  attratto dall’alito dei lattanti e per questo motivo sarebbe temuto dalle mamme  preoccupate che l’animale possa avvicinarsi alle culle dei bambini.

Immagine2Zio Nino, che è di Roccalumera  e che ha l’hobby dell’orto, da me interpellato in proposito come persona sicuramente attendibile, mi ha riferito che il tirafiato esiste veramente, anche se in campagna non ne vede più da molto tempo. Partendo da ciò ho fatto una ricerca e ho avuto conferma: il tirafiato  esiste,  ha  anche un nome:   Gongilo (Chalcides ocellatus). Non sono riuscito però a sapere quale sia il suo rapporto con  i lattanti.

Le foto sono tratte dal  “Forum Natura Mediterraneo”.

In base alle segnalazioni pervenute dai lettori, rendiamo noto che l’esemplare vive non solo in Sicilia, ma anche in Sardegna e nel nord dell’Africa fino alla Turchia.