La differenza tra l’Anticiclone delle Azzorre e l’Anticiclone Sub-Tropicale

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Sempre più spesso la nostra ’estate Mediterranea’, negli ultimi anni, viene caratterizzata dalle ondate di calore provocate dall’Anticiclone Sub-Tropicale che sembra aver sostituito l’Anticiclone delle Azzorre, storicamente “padrone” dell’estate nel Mediterraneo.

Ma per capire se è vero che l’Anticiclone delle Azzorre era più attivo in passato e se l’Anticiclone Sub-Tropicale è una novità esclusiva degli utlimi anni dovremo approfondire ulteriori ricerche nella sezione di Climatologia, per adesso ci limitiamo a una spiegazione didattica in cui mettiamo in chiaro le differenze tra le due aree di alta pressione sottolineando, in modo particolare, i differenti effetti sul territorio del nostro Paese e del Mediterraneo in genere.

L’Anticiclone Sub-Tropicale è un’area di alta pressione proveniente dal nord Africa a natura subtropicale continentale. Si tratta, in parole povere, dell’Anticiclone che in modo semi-permanente durante l’arco dell’anno interessa il territorio del deserto del Sahara e dell’Africa settentrionale, garantendo così la persistente stabilità atmosferica e le significative escursioni termiche.

Grazie al dinamismo del clima e dell’atmosfera, anche l’Anticiclone SubTropicale Africano, così come tutte le figure bariche del pianeta, si sposta e alcuni determinati meccanismi possono provocarne l’espansione verso nord, nel Maghreb e nel Mediterraneo.
Solitamente questo tipo di risalita avviene in coincidenza della falla barica Iberico/Marocchina, e cioè quando un profondo minimo depressionario si posiziona tra le Canarie, il Marocco e la penisola Iberica, ma spesso può capitare che anche con una falla barica più settentrionale, tra il Golfo di Biscaglia e le Isole Britanniche, l’Anticiclone Sub-Tropicale Africano (specie se in piena estate) riesce a risalire fin nel Mediterraneo, esattamente come sta accadendo in questi goirni.

La risalita dell’anticiclone subtropicale verso nord determina la formazione di un promontorio anticiclonico che non è caratterizzato da alti valori di pressione e che solitamente si mantiene tra 1016 e 1021 millibàr.
Al tempo stesso, però, all’anticiclone subtropicale appartengono elevatissimi valori di geopotenziale, tanto che anche l’attività cumuliforme è totalmente assente per la totale stabilità dell’atmosfera in tutte le quote.

Gli effetti del caldo subtropicale nell’Europa Mediterranea, quindi in Italia così come in Francia meridionale e nelle isole del Mediterraneo centro/occidentale, possono essere devastanti perchè le masse d’aria, risalendo verso nord, scorrono sul mar Mediterraneo prima di arrivare nelle nostre Regioni, e quindi si caricano di umidità.
L’aria calda dell’Anticiclone Sub-Tropicale non si limita ad essere infuocata termicamente, ma è anche molto umida e quindi rende l’atmosfera particolarmente afosa, incrementanto l’indice di calore (la temperatura percepita dal corpo umano).

Altra caratteristica dell’Anticiclone Sub-Tropicale è quella di arrivare nel settore Euro/Mediterraneo in un contesto barico molto vivace e dinamico, dettato dagli scambi meridiani e quindi avvezzo a veloci cambiamenti.
Le ondate di calore provocate dall’anticiclone sub-tropicale, infatti, tendono a durare poco e comunque ad alternarsi con rispettive fasi di fresco e maltempo perchè l’anticiclone risale da sud con l’ondulazione meridionale ma poi viene bilanciato da una risposta settentrionale altrettanto intensa.

Tra le più importanti ondate calde dettate dall’anticiclone subtropicale come non ricordare quella dell’estate 2003, che provocò miglaia di morti in Francia e nel nord Italia?
Anche al centro/sud, in tempi più recenti, l’Anticiclone Sub-Tropicale ha fatto man bassa di record: basti pensare alle tre terribili ondate di fine giugno, fine luglio e fine agosto 2007, quando per tre volte la rimonta dell’alta pressione africana provocò impetuose ondate di calore nel sud del nostro Paese (in quelle ondate Bari raggiunse i +48,0°C, Foggia i +46,9°C e Pescara i +45,0°C e migliaia di ettari di macchia mediterranea furono distrutti dalle fiamme).

L’Anticiclone delle Azzorre, invece, ha connotati completamente diversi e per certi versi opposti rispetto all’anticiclone subtropicale. E’ una figura anticiclonica che si forma nel medio oceano atlantico in prossimità delle omonime isole e ha origine subtropicale oceanica.
E’ una delle figure bariche più importanti del continente Europeo perchè può espandersi sia verso il Mediterraneo su paralleli che in senso meridiano spingendosi fin nel Circolo Polare Artico.

Nella stagione estiva, solitamente quest’anticiclone riesce a mantenere il predominio nel territorio Mediterraneo condizionando l’estate delle rive del “Mare Nostrum” per lunghissimi periodi di bel tempo con temperature miti, senza eccessi di calore.
Infatti l’Anticiclone delle Azzorre non porta con sè aria calda: arriva da ovest e il suo respiro è tipicamente tiepido nelle stagioni intermedie (primavera e autunno), altrettanto mite durante l’estate.
Le fresche brezze occidentali che lo accompagnano mitigano la calura del solleone e quindi possiamo dire senza dubbio che è molto meno “cattivo” rispetto all’Anticiclone Sub-Tropicale.
Però … c’è un “però” che non è da poco, in quanto l’Anticiclone delle Azzorre è solito installarsi nel bacino Mediterraneo e non mollare la presa per tre mesi consecutivi, da inizio giugno a inizio settembre, come accaduto nell’estate 2008 quando in gran parte del centro/sud non è caduta una goccia d’acqua per oltre 100 giorni di fila.

Al contrario dell’alternanza dinamica degli scambi meridiani che producono le alternanza tra i violenti richiami caldi subtropicali e le altrettanto intense sferzate nordiche fresche e perturbate, l’estate dell’anticiclone delle azzorre è invece molto più monotona, calma e senza sussulti.

Tecnicamente è un anticiclone che ha nelle sue potenzialità il raggiungimento di picchi pressori elevatissimi, fino ad oltre 1045 millibàr, mentre invece i valori di geopotenziale sono spesso molto molto bassi tanto da dar vita a violenti fenomeni temporaleschi termoconvettivi dovuti alla forte attività cumuliforme nei pressi dei rilievi: per questi parametri possiamo dire che l’Anticiclone delle Azzorre e quello SubTropicale sono completamente differenti.

Non sono rarissimi, infine, i casi in cui le due figure anticicloniche arrivano a fondersi: accade quando l’Anticiclone delle Azzorre spinge verso ovest – sud/ovest e l’Anticiclone Subtropicale Africano invece si espande verso nord/est.