La sentenza del tribunale di L’Aquila rischia di far filtrare un messaggio molto pericoloso verso l’opinione pubblica

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La clamorosa sentenza del tribunale di L’Aquila fa filtrare un messaggio molto pericoloso nei confronti dell’opinione pubblica nazionale, quello della prevedibilità dei terremoti. Su questo pericoloso concetto bisogna riflettere in maniera molto profonda, facendo molta ma molta attenzione. Difatti, bisogna ricordare che fino ad oggi nessuno è in grado di poter prevedere i terremoti. La stessa comunità scientifica internazionale, dai tedeschi ai malesi, passando per i russi, i giapponesi e gli statunitensi, afferma che ancora non esistono delle previsioni valide sulla loro attivazione. Ciò significa che nessuno poteva prevedere il sisma che ha danneggiato L’Aquila. Nessuno poteva riuscire ad avvertire e a mettere al sicuro una città di oltre 72.000 abitanti. Attenzione, per previsione s’intende non solo l’epicentro o il meccanismo focale, oltre che la faglia (o faglie) generatrice, ma il giorno e l’ora esatta in cui si verificherà l’evento tellurico di una certa entità (ben oltre la soglia del danno). Chi oggi sostiene che i terremoti si possono prevedere secondo questo meccanismo non è certo un sismologo. O meglio, non lo è di professione.

La colpa delle vittime dei terremoti non deve essere attribuita a quest’ultimi (i giapponesi hanno fatto scuola), ma alle case costruite male che crollano al primo sussulto del terreno. Un sisma, di per se, non provoca mai vittime. Ma sono le case, le abitazioni e gli edifici costruiti senza alcun tipo di criterio antisismico a crollare, cagionando le vittime. Fino a quando mancherà la cultura della prevenzione, a vantaggio di chi oggi costruisce su terreni sabbiosi (niente di peggio per l’amplificazione delle onde meccaniche di un sisma) palazzi di oltre  20 piani, continueremo a fare la conta di tante vittime innocenti ad ogni eventi sismico, oltre la soglia del danno, che colpirà il nostro paese. Purtroppo ancora oggi, il recente sisma emiliano l’ha appena dimostrato, un terremoto di magnitudo 6.0 Richter è in grado di provocare decine di morti in Italia, mentre in paesi come il Giappone, gli USA, Taiwan, non provocherebbe alcun ferito. Anche su questo bisogna riflettere.