La tempesta tropicale nata sul mar Arabico punta dritto verso la Somalia; forti piogge colpiranno la regione dove parte la pirateria internazionale

Nella giornata di ieri avevamo evidenziato in un nostro articolo la formazione di una nuova depressione tropicale sul mare Arabico. La tempesta, nelle ultime 24 ore, si è ulteriormente rinvigorita, divenendo una tempesta tropicale, denominata “Murjan” dal servizio meteorologico indiano, quello competente per l’area. La cosa un po’ inusuale riguarda la traiettoria di questa tempesta che entro la notte fra oggi e domani potrebbe fare il “landfall” definitivo sulle coste settentrionali della Somalia, nell’arida regione del Puntiland, una delle più colpite dalla siccità. Ora la regione settentrionale somala, che ha dichiarato la propria indipendenza dal governo somalo, rischia di essere interessata da forti temporali e intensi rovesci di pioggia, in grado di lasciare accumuli pluviometri particolarmente abbondanti, specie nell’estremo settore settentrionale. Già in queste ore forti rovesci di pioggia e locali temporali hanno interessato l’isola yemenita di Socotra, molto vicina alla traiettoria seguita da “Murjan”.

Oltre ai rovesci e ai temporali “Murjan”, durante il “landfall”, piloterà anche venti intensi, con una componente da N-NE e NE pronta a ruotare più da E-NE sulle coste del Puntiland, mentre più a sud avremo una sostenuta ventilazione occidentale (venti di terra), che spingerà aria più calda e secca verso il mare Arabico. La tempesta tropicale, prima di declassarsi a depressione tropicale, investirà anche le aree costiere dove sono ubicate le basi dei pirati somali, dove sono presenti numerose imbarcazioni ancorate di fronte la costa. Di sicuro i venti intensi prodotti dalla tempesta e il sostenuto moto ondoso, che solleverà ondate alte fino a 2-3 metri, causeranno molteplici grattacapi alle locali flotte pescherecce, ormai inattive da anni, che alimentano il fenomeno della pirateria in tutto il Corno d’Africa. “Murjan” è il primo sistema tropicale che effettua il “landfall” definitivo sulle coste somale dopo diversi anni.