L’ITCZ rimane ancora su una posizione elevata sull’Africa occidentale, intanto sul Sahel sta per arrivare la stagione secca dopo le abbondanti piogge estive

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Mentre la stagione autunnale inizia ad entrare nel vivo, anche se termicamente, soprattutto sulle regioni più meridionali, non sembra proprio cosi, l’ITCZ continua a seguire importanti fluttuazioni lungo il fronte africano. Difatti, durante la seconda decade di Settembre, il “fronte di convergenza intertropicale” ha subito un anomalo spostamento verso nord, in netta controtendenza con gli standard nazionali che prevedono una decisa discesa verso l’area del golfo di Guinea. Tale movimento anomalo verso nord dell’ITCZ sul fronte africano occidentale, oltre a spingere le propaggini più settentrionali del torrido anticiclone dinamico sub-tropicale libico-algerino in direzione del Mediterraneo, ha anche accompagnato un periodo insolitamente piovoso in molte aree dell’Africa occidentale, con piogge e temporali più intensi del normale fra il Senegal, la Mauritania e la regione separatista del Sahara occidentale. Solo nel periodo compreso, fra il 22 e il 30 Settembre, il “fronte di convergenza intertropicale” ha cominciato a scendere molto lentamente verso latitudini più meridionali, avvicinandosi sempre più alla fascia equatoriale. Secondo i dati del NOAA l’ITCZ, nell’ultima decade di Settembre, lungo il fronte dell’Africa occidentale, si è attestata intorno i 17.2° di latitudine nord, circa di oltre 0.6 gradi a nord della posizione media climatologica. Il “fronte intertropicale” si è portato oltre i 2.2° a sud della posizione precedente della seconda decade di Settembre. Anche stavolta quindi ci troviamo dinnanzi ad una posizione piuttosto elevata rispetto alle medie stagionali. Il posizionamento più alto ha riguardato soprattutto le regioni del Niger occidentale, il Mali centrale e l’est della Mauritania, proprio li dove si sono confinate le umide correnti meridionali (da S-SO e SO al suolo) legate al flusso del “Monsone di Guinea”, il principale responsabile delle piogge “zenitali” che nel periodo estivo interessano tutta l’Africa sub-sahariana, sconfinando alle volte fino al Sahara.

L'ITCZ sul fronte africano nell'ultima decade di Settembre

Sul fronte dell’Africa orientale invece il “fronte intertropicale” ha presentato un più deciso arretramento verso sud, in direzione dell’Africa equatoriale. Sulla parte orientale dell’Africa l’ITCZ si è collocata a circa a 14.2° di latitudine nord, ben 0.5 gradi più a sud rispetto la posizione media climatologica e 1.8 gradi a sud della posizione precedente della seconda decade di Settembre. Il vistoso arretramento è stato indotto da un progressivo rinforzo dei secchi e caldi venti settentrionali che dal deserto egiziano e da quello libico si sono spinti verso il nord del Sudan e il Ciad, contribuendo a ripiegare verso sud, fra il South Sudan e il sud del Ciad, l’umida circolazione del “Monsone di Guinea”. L’arretramento più vistoso si è osservato tra il Ciad e il Sudan occidentale, in particolare sulla regione del Darfur che ha risentito di un notevole calo di piovosità dopo le abbondanti piogge estive. La progressiva intensificazione dei secchi venti da N-NE e NE ha anche prodotto una significativa diminuzione dell’attività convettiva e della piovosità in quasi tutto il Sudan centrale e meridionale, incrementando al contempo la stabilità e il clima secco e soleggiato su tutta l’area. Va inoltre sottolineato che, con il lento scivolamento dell’ITCZ verso latitudini più meridionali, anche il cosiddetto “African easterly jet”, la famosa “corrente a getto tropicale” (meno intensa della “Jet Stream” che scorre alle medio-alte latitudini) che spira da est ad ovest nell’alta troposfera, sta cominciando a calare molto lentamente verso sud, favorendo un ingresso più diretto del “getto sub-tropicale” che dal medio Atlantico dirama un proprio ramo principale sul nord Africa, fra il Marocco, l’Algeria e la Libia.

Sulla fascia sub-sahariana sta per concludersi un estate particolarmente piovosa, ora inizia la stagione secca col ritorno del torrido ”Harmattan”

Quella che si è conclusa risulta una delle estati più piovose degli ultimi 10 anni in buona parte della fascia del Sahel, inclusa la Somalia, che ha potuto godere di una discreta dose di piogge tra i mesi di Aprile e Maggio, durante la risalita dell’ITCZ verso latitudini più settentrionali. Già dal mese di Giugno l’inizio della stagione delle piogge zenitali sull’Africa sub-sahariana si è rilevata più intensa del previsto grazie al mantenimento della posizione avanzata del “fronte di convergenza intertropicale” su buona parte dell’Africa occidentale, in particolare fra il settore del Niger e Ciad. Per le popolazioni dell’Africa sub-sahariana, che vivono solo di agricoltura e pastorizia, questa è una ottima notizia.

Fortunatamente il 2012 si conferma un anno più piovoso della norma in molte zone della fascia saheliana, dopo i surplus pluviometrici registrati in Somalia, duramente colpita lo scorso anno da una delle peggiori siccità viste in 60 anni, nel corso dei mesi della stagione primaverile, durante la graduale avanzata verso nord del “fronte di convergenza intertropicale” lungo l’Africa orientale. In quasi tutti i paesi del Sahel, dal sud del Mali, passando per il Burkina Faso, il Niger meridionale, il Ciad meridionale e il South Sudan, gli apporti pluviometrici finora registrati sono superiori alle media, con grandi surlpus però localizzati solo in aree più ristrette, mentre il quantitativo di poco sopra la media, di ben oltre i 50-60 mm, si è presentato quasi ovunque. Il surplus più consistente si è registrato nel settore occidentale del South Sudan, nel sud del Niger e nel nord della Nigeria, dove localmente sarebbero caduti oltre 500-600 mm d’acqua a seguito delle intense “Multicelle” e dei “Cluster” che si sono formati di continuo sull’area.

Inondazioni in Nigeria

Alcuni di questi temporali sono risultati veramente molto intensi, tanto da essere accompagnati da una attività elettrica a fondoscala e da furiosi colpi di vento che hanno toccato i 90-100 km/h. Per la capitale del Niger, Niamey, quella trascorsa verrà ricordata come una delle estati più piovose degli ultimi anni. Molto spesso la capitale nigerina si è trovata nella rotta dei grandi sistemi temporaleschi a mesoscala che si originavano nel South Sudan, lungo la linea di confluenza nei bassi strati fra l’umido flusso marittimo da SO del “Monsone di Guinea” e le più secche e calde correnti da E-NE legate all’”Harmattan”. Questi “Cluster temporaleschi”, particolarmente intensi, una volta agganciati in quota dall’”African easterly jet”, tendevano a muoversi da est ad ovest, attraversando il Ciad centro-meridionale e il Niger, portando forti rovesci di pioggia, prima di spostarsi in direzione del confine malitiano. Purtroppo, in seguito alle abbondanti precipitazioni estive, almeno 52 persone sono morte e più di 400.000 sarebbero rimaste senza casa.

Questi sono i dati forniti di recente dal governo del paese africano, che spiega anche che l’eccezionale piena del fiume Niger nella capitale Niamey avrebbe provocato la maggior parte delle vittime. Le inondazioni, causate dalle abbondanti piogge e dai forti temporali, hanno causato diversi morti e molti danni anche fra la Nigeria centro-settentrionale e il nord del Camerun, dove le acque avrebbero inondato interi villaggi e campi coltivati, per la piena di molti corsi d’acqua. Nelle prossime settimane sul Sahel inizierà ad avanzare la stagione secca, con il graduale spostamento verso sud del baricentro del torrido anticiclone sub-tropicale sahariano, mentre al contempo l’ITCZ calerà sempre più a sud. Sull’area saheliana gli umidi venti da SO, legati al “Monsone di Guinea”, verranno sostituiti dai più secchi e torridi venti di “Harmattan” (corrispondente all’Aliseo di NE che spira sopra il vasto deserto del Sahara), che trasporteranno masse d’aria calde e secche dalla regione sahariana in direzione del Sahel. Il flusso secco dell’”Harmattan” ripristinerà la stabilità su tutta la fascia sub-sahariana, inibendo notevolmente l’attività convettiva che si è presentata in questi ultimi mesi.