L’uragano “Sandy” ormai è prossimo al “landfall” sulle coste del New Jersey, nei pressi di Ocean City, poco a sud dell’area metropolitana di New York, con le prime bande di pioggia, sul lato occidentale della circolazione ciclonica, ciò arrivate sulla “grande mela”. Con l’approssimarsi della tempesta alle coste si sta assistendo ad un notevole rinvigorimento della ventilazione da N-NO e Nord fra Delaware, New Jersey, e Long Island, dove si stanno registrando le prime raffiche ad oltre i 90-100 km/h. Il ciclone tropicale, transitando al di sopra delle acque calde della “Corrente del Golfo”, avrà modo di raccogliere ulteriore calore latente e vapore acqueo per mantenere lo status di uragano di 1^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti potenzialmente dannosi, ad oltre i 120-130 km/h attorno il profondissimo minimo barico, che potrebbe temporaneamente sprofondare al di sotto dei 945 hpa. Ma il clou dell’uragano arriverà proprio in serata, proprio quando sulla baia di New York è atteso il picco dell’alta marea.
Come abbiamo avuto già modo di spiegare, nei precedenti articoli, “Sandy”, ancor prima di trasformarsi in una profondissima circolazione ciclonica di tipo extratropicale (sistema di tipo “barotropico”, a cuore caldo, sostituito da quello “baroclino”, a cuore decisamente freddo), toccherà terra sul New Jersey, all’altezza di Ocean City, come uragano di 1^ categoria sulla Saffir Simpson, portando dietro di se una lunga coda di fortissimi venti di tempesta, sui 100-120 km/h (ma con picchi di raffica ben superiori) da NE e E-NE, che si estenderanno per oltre 300-400 miglia dal centro della profondissima circolazione depressionaria. Ciò produrrà un ampio “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) che genererà imponenti ondate che si potranno sommare ai picchi di alta marea attesi fra lunedì e martedì sulla costa orientale degli Stati Uniti.
L’intenso moto ondoso prodotto dai forti venti di “Sandy”, sommandosi all’alta marea, rischia di formare un effetto “Storm Surge” lungo le aree costiere che dal North Carolina si estendono fino a Long Island, determinando possibili inondazioni sui tratti costieri maggiormente esposti ai venti orientali. Man mano che il ciclone tropicale risale verso nord, i fortissimi venti da E-NE e Est, che si attiveranno sul margine settentrionale di “Sandy”, produrranno intense mareggiate sulle coste di North Carolina, Virginia, Delaware fino all’area costiera di New York e i litorali del Long Island. Su queste coste giungeranno onde di “mare vivo”, molto ben formate, che potranno raggiungere i 4.0-5.0 metri di altezza, con “Run-Up” sino a 6.0-7-0 metri. Nei tratti costieri esposti all’erosione si potranno verificare danni ingenti, per milioni di dollari, mentre le reti elettriche verranno messe a dura prova dai venti di tempesta, che sradicheranno decine di alberi. La tempesta ha il potenziale di causare molti miliardi di dollari di danni se colpirà con massimo della forza attorno le 09:00 PM di oggi, quando è atteso il picco dell’alta marea. In questo caso le aree più meridionali di Manhattan rischiano seriamente di finire sott’acqua per l’avanzamento dell’onda di tempesta, sommata al picco dell’alta marea.
Difatti, i muri che circondano l’area di Battery Park, a sud di Manhattan, sono alti circa 5 metri sul livello medio del mare. Lo scorso 28 Agosto 2011, il passaggio della tempesta tropicale “Irene” sul New Jersey, ebbe come prima conseguenza il repentino innalzamento delle acque, sotto la pressione dei forti venti orientali che entravano dentro la baia di New York. Allora le acque, spinte anche dal consistente moto ondoso, riuscirono in parte ad oltrepassare i muri frangiflutti, allagando la passeggiata di Battery Park e le aree limitrofe a sud di Manhattan. L’uragano “Sandy” rischia di portare abbondanti nevicate anche sulla catena montuosa degli Appalachi. Difatti, il potente sistema depressionario, subito dopo aver effettuato il “landfall” sul New Jersey, si sposterà verso l’entroterra, sfondando sul nord-est della Pennsylvania e lo stato di New York, dove apporterà abbondanti precipitazioni, accompagnate da forti venti, fino a 90-100 km/h e sensibili riduzioni della visibilità orizzontale. In alcune aree orientali della Pennsylvania, Delaware, New Jersey e parte sud-orientale dello stato di New York, si potrebbero avere precipitazioni veramente molto abbondanti, anche oltre i 150-200 mm, ma non dovrebbero essere superiori a quelle portate dalla tempesta tropicale “Irene”, nell’Agosto del 2011.
Ma la cosa ancora più inconsueta è che “Sandy”, una volta giunto fra la Pennsylvania e lo stato di New York, con un profondissimo minimo barico sui 960 hpa, sarà in grado di aspirare masse d’aria piuttosto fredde dallo stato canadese dell’Ontario, lungo il suo bordo più occidentale, spingendo con forza l’isoterma di +0° -1° a 850 hpa fino al nord dell’Alabama e alla Georgia. L’iniezione di aria piuttosto fredda, all’interno del sistema ciclonico, avrà come prima conseguenza la trasformazione del ciclone tropicale in un profondissimo ciclone di tipo extratropicale, con una struttura sempre più “baroclina”, che dovrebbe accompagnare il passaggio della tempesta verso lo stato di New York e il Vermont, dove sono attese forti nevicate sui rilievi degli Appalachi, fin dai 1000-1200 metri, anche se su stati come il Vermont o il Maine, la quota neve potrebbe essere ancora più bassa, visto la vicinanza al Canada, da dove provengono le fredde masse d’aria pescate, anzi risucchiate, direttamente dall’Ontario. Di certo si tratta di una situazione alquanto inusuale. E’ veramente molto raro vedere un uragano, trasformarsi cosi rapidamente in un profondissimo ciclone extratropicale, a cuore freddo, che da luogo a fitte nevicate fino a quote medio-basse sugli Appalachi.


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