Massima allerta sui Caraibi per l’uragano “Sandy”; dopo aver colpito la Giamaica ora punta su Haiti e la parte est di Cuba, ma si teme un suo passaggio sull’East Coast USA

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Come nelle attese, il ridimensionamento del fenomeno di “El Nino” sul Pacifico equatoriale, ha prolungato la stagione degli uragani fra mar dei Caraibi e oceano Atlantico, per il mantenimento del “Wind Shear” sui valori tipici del periodo. Sull’area caraibica è massima allerta per la formazione dell’uragano “Sandy”, che dopo aver colpito in maniera pesante, con forti piogge e venti intensi, la Giamaica, ora si muove verso la parte orientale di Cuba e Haiti, dove si attendono piogge molto forti che potrebbero innescare alluvioni lampo, frane e smottamenti. La tempesta si è sviluppata lo scorso 22 Ottobre, nel settore sud-occidentale del mar dei Caraibi, nel tratto a largo della costa settentrionale panamense, a circa 13° di latitudine nord. La perturbazione, una volta sviluppata, ha trovato il terreno idoneo per un rapido approfondimento, transitando dentro un ambiente molto umido, sopra le calde acque superficiali del mare dei Caraibici meridionale, le cui temperature superano la soglia dei 29°C +30°C. Valori più che sufficientemente elevati per agevolare la rapida crescita dell’attività convettiva e favorire lo sviluppo di “Sandy” in una intensa tropical storm, divenuta uragano di 1^ categoria sulla Saffir-Simpson solo nel pomeriggio di ieri, con i venti medi sostenuti che hanno superato la barriera dei 120-130 km/h, e raffiche di gran lunga superiori.

Proprio nel pomeriggio di ieri la tempesta tropicale, promossa ad uragano di 1^ categoria, ha impattato sulla punta sud-orientale della Giamaica, con le sue imponenti bande nuvolose a spirale che hanno dispensato piogge molto intense, mentre venti ciclonici molto forti hanno spazzato le coste orientali della Giamaica, con raffiche fino a 120-130 km/h. Al momento del passaggio sull’isola l’uragano presentava una pressione centrale scesa sui 973 hpa e venti medi sostenuti che attorno al minimo centrale superavano i 120-130 km/h, con raffiche di picco di gran lunga superiori. “Sandy” è il tredicesimo uragano che colpisce direttamente la Giamaica, e il primo da quando l’uragano “Gilbert”, nel 1988, attraverso l’isola, portando forti piogge e venti molto intensi. Durante il transito di “Sandy” sulla capitale Kingston, come sul resto della Giamaica, si sono attivati forti venti da N-NE e Nord, subito dopo in ulteriore rotazione da N-NO, che hanno raggiunto una velocità media sostenuta di oltre i 70 km/h e pressione scesa fino ai 972 hpa. Ma i venti più forti, a tratti potranno risultare anche violenti, stanno sferzando in queste ore le coste orientali della Giamaica, dove sta transitando il quadrante anteriore destro dell’uragano, con fortissimi venti dai quadranti meridionali, che superano pure i 120-130 km/h.

Sulle coste sud-orientali, invece, si sono abbattute forti mareggiate, con onde alte più di 5-6 metri sollevate dai forti venti meridionali che dal mare dei Caraibi si sono estesi verso il Canale della Giamaica. In alcune aree costiere le ondate avrebbero causato pure dei danni. Per esempio, Alligator Pond, a St Elizabeth, è stato inondato dalle grosse ondate provenienti dal mare dei Caraibi che hanno raggiunto le strade. Ma segnalazioni di piogge molto intense, a carattere torrenziale, arrivano dalle località di Santa Caterina, Portland e San Tommaso, dove si sono verificati vasti allagamenti e smottamenti nelle aree più interne montagnose. Sempre a causa degli smottamenti alcune strade sono state interrotte o rese inaccessibili. Ora le bande nuvolose di “Sandy” si muovono verso Haiti e il settore orientale di Cuba, apportandovi piogge, rovesci e persino manifestazioni temporalesche di forte intensità, con abbondanti apporti pluviometrici. L’approssimarsi dell’uragano, che manterrà la 1^ categoria sulla Saffir-Simpson, produrrà anche una sensibile intensificazione della ventilazione da SE e E-SE lungo le coste meridionali e occidentali di Haiti, dove si raggiungerà l’intensità di tropical storm, mentre venti intensi da Est e NE investiranno la parte orientale di Cuba, dalla base statunitense di Guantanamo fino a Holguin.

L'uragano "Sandy" dopo aver investito la Giamaica

Le precipitazioni più forti, purtroppo, dovrebbero colpire le coste meridionali di Haiti, venendo ulteriormente esacerbate dallo “stau” esercitato dai rilievi interni dell’isola di Hispaniola alle umide correnti da SE richiamate dal ciclone tropicale. In alcune aree meridionali di Haiti si teme che potrebbero cadere oltre 200-300 mm d’acqua. Un accumulo molto importante che potrebbe innescare pericolosi “flash flood”, con l’esondazioni di vari fiumi e corsi d’acqua. Sarà risparmiata dai fenomeni precipitativi più intensi la capitale Port-au-Prince, dove 350.000 persone vivono ancora in mezzo sotto i teloni dei campi di accoglienza, a seguito del terremoto del Gennaio 2010. Nel mese di Agosto, le inondazioni cagionate dall’uragano “Isaac” provocarono la morte di oltre 29 persone in tutta Haiti. Nei prossimi giorni, dopo un veloce passaggio sulle Bahamas, la tempesta dovrebbe canalizzarsi su una nuova traiettoria, muovendosi a largo della Florida e delle due Caroline, parallelamente all’East Coast degli USA. Dato che le temperature oceaniche lungo la costa orientale degli Stati Uniti sono circa +4°C +5°C sopra la media, ci sarà una quantità insolitamente grande di vapore acqueo a disposizione per la risalita della tempesta verso le medie latitudini oceaniche.

In pratica le importanti anomalie termiche positive presenti a largo della costa orientale USA potranno riuscire ad alimentare “Sandy”, che rischia cosi di tramutarsi in una profonda circolazione depressionaria di tipo sub-tropicale che potrebbe arrecare forti precipitazioni, venti intensi e mareggiate, tra il New England e le coste sud-orientali canadesi. Se questa nuova rotta verrà confermata nei prossimi giorni molti stati degli USA nord-orientali potranno essere investiti da piogge molto copiose e forti venti. Inoltre bisognerà fare attenzione anche alle mareggiate e al possibile “Storm Surge” che potrebbe accompagnare la risalita della tempesta davanti l’East Coast. “Sandy” dovrebbe avere venti di tempesta tropicale che si estenderanno per più di 300 miglia dal centro, producendo un ampio “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) che genererà imponenti ondate che si potranno sommare ai picchi di alta marea attesi fra lunedì e martedì. L’intenso moto ondoso prodotto dai venti di tempesta di “Sandy”, sommandosi all’alta marea, rischia di formare un importante “Storm Surge” che rischia di ripercuotersi sulle coste degli USA orientali, determinando possibili inondazioni nelle aree costiere maggiormente esposte.

 

Le forti piogge portateda "Sandy"