Nel weekend arriva il primo freddo al centro/nord: tutti i dettagli su maltempo, quota neve, temperature e venti

Nella parte più alta dell'immagine satellitare si nota il blocco di aria fredda che si versa verso il nord della Norvegia

Parte il conto alla rovescia per l’arrivo della prima vera ondata di freddo stagionale tra l’Europa centrale e le regioni centro-settentrionali italiane a partire dal prossimo fine settimana.  Già dal pomeriggio di sabato 27 i primi refoli di aria fredda, dopo aver aggirato l’arco alpino sul bordo orientale, si “canalizzeranno” attraverso gli intagli naturali delle Alpi Dinariche, defluendo attraverso intensi “deflussi” verso l’area del golfo di Trieste, l’Istria e la Dalmazia settentrionale, con l’attivazione di impetuosi venti di Bora che in poche ore si propagheranno in tutto l’Adriatico settentrionale, fino alle coste venete meridionali e alla Romagna (in particolare i litorali del ravvenate e ferrarese). Su Trieste, le raffiche di caduta più forti, che fuoriescono dalla porta di Postumia, potranno oltrepassare la soglia dei 100-120 km/h, con i consueti disagi e un vero e proprio tracollo termico (in meno di due ore si potranno perdere oltre -8° -10° con l’ingresso della Bora nei bassi strati). Ma il delicato quadro barico verrà complicato pure dallo sviluppo di una area depressionaria secondaria, di tipo orografico, nei bassi strati, tra il golfo del Leone e il mar di Corsica, che verrà alimentata dai freddi venti di Bora e Grecale che dal golfo di Trieste si estenderanno al mar Ligure e all’alto Tirreno, dopo aver scavalcato lo spartiacque rappresentato dall’Appennino Tosco/Emiliano e l’Appennino Ligure, con intense raffiche di caduta sul versante sottovento, tra coste liguri e Toscana.

Tale intrusione di masse d’aria piuttosto fredde, da NE o N-NE (classico schema delle irruzioni fredde di matrice continentale, con supporto artico marittimo in quota), rinvigorirà ulteriormente la circolazione depressionaria che si verrà a strutturare sul Mediterraneo, spostandosi in direzione del mar Ligure, con un conseguente peggioramento che da 27 coinvolgerà l’intero centro-nord, in particolare le regioni nord-orientali, le coste tirreniche, tra la Toscana e la Campania, e la Sardegna, dove giungeranno forti rovesci e temporali, anche di forte intensità. Sulle regioni tirreniche, fra Toscana, Lazio e Campania, incluso il cosentino tirrenico e una parte del potentino, si potranno verificare delle forti manifestazioni temporalesche che potranno accompagnare persino fenomeni grandigeni e colpi di vento, specie nella serata di sabato 27, allorquando in quota inizierà affluire aria sempre più fredda che contrasterà con la calda superficie marina del mar di Sardegna e del mar Tirreno. Il notevole divario termico che si verrà ad originare, fra le masse d’aria fredde, di lontane origini artiche, che iniziano ad affluire in quota, e quelle molto più calde e umide stagnanti nei bassi strati, darà luogo a forti moti convettivi (correnti ascensionali molto intense) che costruiranno imponenti ammassi nuvolosi cumuliformi (cumulonembi), forieri di rovesci e temporali.

Tali annuvolamenti cumuliformi organizzeranno varie “Cellule temporalesche”, o sistemi convettivi a “Multicella”, che verranno sospinti dalle forti correnti occidentali in quota verso le coste tirreniche, specie fra Lazio, Campania e Calabria tirrenica, dove daranno la stura a rovesci e temporali sparsi, inframmezzati da pause asciutte più o meno lunghe. Dei temporali sparsi potranno interessare pure la Sardegna, durante lo sfondamento delle masse d’aria fredde dalla valle del Rodano. Qualche temporale sparso si potrà vedere anche sulle regioni settentrionali, in particolare sul nord-est e lungo le coste dell’alto Adriatico, specie nel pomeriggio di sabato, quando dalle vallate delle Alpi Dinariche e dal Carso inizieranno a penetrare i primi refoli di aria fredda che verranno sospinti dalle forti raffiche di Bora che si attiveranno sul golfo di Trieste, con picchi fino a 100-120 km/h.

Rischio di fioccate fino a quote collinari sulle Alpi orientali, prima neve a bassa quota sull’Appennino centro-settentrionale

Bisogna sottolineare come questa prima bordata fredda interesserà principalmente le regioni del nord e i settori del medio-alto Adriatico,  mentre il resto delle regioni, in particolare il sud e la Sicilia, resteranno più a margini, risentendo di un rimescolamento delle masse d’aria che assicurerà un sostanziale calo termico. Per quel che concerne il rischio neve è ovvio che le regioni del nord, ci riferiamo alla fascia alpina e prealpina orientale, saranno le più favorite nella giornata di sabato 27. Addirittura, nel corso della mattinata e del pomeriggio di sabato, con l’affluire delle prime infiltrazioni fredde nei bassi strati, sulle Alpi orientali, specie fra i rilievi del Friuli, sulle montagne del Carso e sulle Alpi Dinariche, la quota neve rischia di scendere fino a quote collinari, con fioccate bagnate che sotto l’infuriare delle raffiche della Bora potranno spingersi fin sotto i 500 metri. Accumuli abbondanti si potrebbero verificare sui rilievi del Carso e nelle Alpi Dinariche. Dalla serata però sopraggiungerà miglioramento, con il graduale indebolimento delle precipitazioni, mentre le nubi e le precipitazioni rimarranno confinate più sul versante austriaco e sul confine sloveno.

Ma le nevicate più abbondanti, seppur a quote più elevate, di sicuro saranno destinate ai rilievi di Romagna, Marche e Abruzzo, investiti direttamente dalle fredde masse d’aria che sfonderanno da N-NE, dopo aver aggirato l’ostacolo delle Alpi, generando il cosiddetto “flusso diffluente” che apre le famose porte del freddo (Rodano con il Maestrale e Alpi Dinariche attraverso la Bora). Da sabato, fino a gran parte della giornata di domenica 28, le fitte precipitazioni portate dalla ciclogenesi mediterranea che avanzerà da ovest verso il Ligure e il medio-alto Tirreno, assumeranno carattere spiccatamente nevoso sui principali comprensori montuosi di Romagna, Marche, Umbria e Abruzzo. Dapprima sopra i 1600-1500 metri, ma dalla serata di sabato e dalla nottata successiva la quota neve è destinata a scendere sotto i 1100-1000 metri, localmente anche più in giù tra l’entroterra romagnolo e il pesarese, specie in caso di rovesci. Accumuli consistenti si potrebbero avere soprattutto tra i rilievi di Romagna e Marche, dove la neve potrebbe scendere al di sotto dei 1000 metri, con apporti consistenti lungo il versante orientale, meglio esposto ai freddi venti nord-orientali richiamati dalla ciclogenesi in fase di approfondimento sul bacino tirrenico.

Da sabato pomeriggio forti raffiche di Bora si riverseranno sull'alto Adriatico