Nucleare, l’Ue fa il punto sulla situazione in Europa: “bisogna aumentare la sicurezza in quasi tutte le centrali”

In Europa le norme di sicurezza degli impianti nucleari sono generalmente ”di alto livello”, ma ”si raccomandano” ulteriori miglioramenti per quanto riguarda gli aspetti relativi alla sicurezza di ”quasi tutte” le centrali nucleari europee. Questo l’esito dei testi di resistenza (noti anche come ‘stress-test’) condotti su tutti 145 reattori presenti in quindici stati dell’Ue (Belgio, Bulgaria, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lituania, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spazia, Svezia e Ungheria). I test sono stati condotti su tre livelli: l’autovalutazione dei gestori delle centrali, le valutazioni delle autorita’ nazionali di sicurezza, la valutazione europea condotta da team di esperti e e tecnici dell’Ue. I test, lamentano a Bruxelles, mettono in luce che le norme e le pratiche internazionali ”non vengono applicate dappertutto”. Per cui, anche alla luce dell’incidente alla centrale giapponese di Fukushima, la Commissione europea esorta gli stati membri interessati ad agire sul fronte della risposta a terremoti e rischio inondazioni. ”Le norme attuali sul calcolo dei rischi non vengono applicate in rispettivamente 54 reattori (per il rischio di terremoti) e 62 reattori (per il rischio di inondazioni) sui 145 controllati”, denuncia l’esecutivo comunitario. Inoltre ogni centrale nucleare dovrebbe disporre di strumenti sismici ‘in situ’ per misurare e dare l’allarme in caso di terremoto. ”Tali strumenti andrebbero installati o migliorati in 121 reattori”, circa l’80% dei reattori presenti complessivamente sul suolo europeo. Difetti si registrano poi nei sistemi di ventilazione con filtro dell’involucro di contenimento. Tali sistemi permettono la depressurizzazione sicura del contenitore del reattore in caso di incidente. A oggi ”32 reattori non sono ancora dotati di questi sistemi”, denuncia l’Ue. Ancora, secondo le norme le attrezzature per far fronte a gravi incidenti dovrebbero essere conservate in luoghi protetti e facilmente accessibili. ”Cio’ non avviene nel caso di 81 reattori nell’Ue”, cioe’ piu’ della meta’. Dati alla mano, le autorita’ di regolamentazione nazionali dovranno predisporre dei piani di azione nazionali con i relativi calendari di attuazione e renderli disponibili entro la fine del 2012. Tali piani di azione saranno soggetti a esami all’inizio del 2013, per verificare che le raccomandazioni elaborate a seguito dei test di resistenza siano attuate in modo coerente e trasparente in tutta Europa. La Commissione intende riferire sull’attuazione delle suddette raccomandazioni nel giugno del 2014, ”in piena collaborazione con le autorita’ di regolamentazione nazionali”.