Previsioni Meteo, allerte e polemiche: parla il mitico Andrea Baroni, “una volta sbagliai e piansi come un bambino”

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Margherita De Bac oggi sul Corriere della Sera ha intervistato il mitico Andrea Baroni, 95enne decano della meteorologia italiana, che ha commentato gli ultimi avvenimenti meteo e le polemiche seguite all’allerta diffusa dalla protezione civile.
Sono appena tornato a Roma dopo quattro mesi di vacanza in montagna e sa che mi ha chiesto il portiere nel salutarmi? Dottore, che ne pensa di questa perturbazione, sarà così intensa come dicono?“. Ma lui non fa più le previsioni: “Non ho più in casa gli strumenti. Guardo il barografo, studio le carte, seguo i giovani dell’Aeronautica Militare in tv“.
La giornalista gli spiega che in questi giorni un sito meteo ha diffuso notizie dettagliate degli acquazzoni su Roma, quartiere per quartiere. E gli chiede cosa ne pensa. Baroni risponde così: “Non ci credo, è impossibile anticipare con tanta precisione il comportamento di un temporale. Dunque dire che pioverà più a Prati che a San Giovanni è un azzardo. Si possono annunciare fenomeni di grande intensità per grandi aree. Chi afferma di poterlo fare al dettaglio cerca lo scoop». Non ci sono strumenti così precisi. E poi le previsioni sono attendibili all’80-90 per cento a ventiquattr’ore. A cinque giorni la percentuale è del 50%. Mai si raggiunge il 100% in quanto la situazione può cambiare rapidamente. Certo oggi, rispetto a come lavoravamo noi, le possibilità di indovinare sono aumentate grazie a apparecchiature più potenti. Si arriva a leggere il futuro meteo fino a dieci giorni“.
Delle sue previsioni, Baroni ha voluto ricordare “un errore enorme. Circa 20 anni fa predissi una Pasqua col sole e una Pasquetta perturbata. La domenica invece piovve l’ira di Dio. Ero a casa da solo. Piansi come un bambino“.
La giornalista, poi, gli chiede a quali profeti del tempo dobbiamo prestare fede, e lui risponde deciso: “il centro dell’Aeronautica Militare è il numero uno e non lo dico perché ho lavorato con loro 30 anni. Sono venuto via da generale, a 58 anni. Ero nello stesso corso di Bernacca, il primo ad andare in televisione. Bravo, bello, voce indimenticabile. Poi sono arrivato io“.