Prima intensa ondata di freddo sulla Russia asiatica, attese fitte nevicate vicino il confine cinese ed un ulteriore raffreddamento nei bassi strati

MeteoWeb
La profonda circolazione depressionaria responsabile dell'ondata di freddo sulla Siberia centro-orientale

La prima importante ondata di freddo polare della stagione autunnale sta per investire i vasti territori dell’estremo oriente della Russia asiatica e il nord della Manciuria, dove si attendono anche abbondanti nevicate sulle aree montuose, a quote piuttosto basse. Nei giorni scorsi, l’affondo di una saccatura artica, colma di aria piuttosto gelida in quota, verso l’estremo oriente della Russia asiatica, ha favorito l’isolamento di una profonda circolazione depressionaria extratropicale (avvezione di vorticità positiva), a carattere freddo, con un minimo barico sceso sotto i 980 hpa, posizionato a ridosso dell’isola di Santar, poco distante dalla fascia costiera. La profonda area depressionaria extratropicale è ben alimentata, lungo il suo bordo più occidentale, dalla discesa di gelide correnti di origine polare, che dall’Artico della Siberia centro-orientale scivolano verso sud, attraverso una sostenuta, a tratti intensa ventilazione dai quadranti settentrionali. Al contempo, sul margine orientale, è attiva un avvezione calda che pilota masse d’aria molto umide e temperate di matrice sub-tropicale oceanica, con una tesa ventilazione sud-occidentale che dal settore settentrionale del mar del Giappone si estende fino al mar di Ohotsk, mentre forti venti orientali, in genere più da E-NE e NE a ridosso delle coste dell’estremo oriente russo (per la curvatura ciclonica delle correnti), stanno spazzando il tratto di mare compreso fra le coste occidentali della penisola di Kamcatka e le coste orientali siberiane, dove sono in atto pure delle burrasche esacerbate dal forte “gradiente barico orizzontale” prodotto dal profondo minimo depressionario, scivolato sotto la soglia dei 980 hpa.

Le masse d’aria gelide d’estrazione polare, transitando sopra vaste lande della Siberia orientale, riescono a conservare le loro originarie caratteristiche fredde, raggiungendo cosi i territori sud-orientali della Russia asiatica come gelidi venti da N-NO e NO. Basti pensare che l’isoterma di -15° alla quota di 850 hpa dovrebbe scivolare fino all’altopiano di Stanovoj, raggiungendo le coste settentrionale del lago Bajkal, il più profondo della Terra. La -10° invece si porterà molto vicina al confine con la Mongolia settentrionale, spingendosi ben oltre i monti Jablonovy (importante catena montuosa della Russia asiatica meridionale, ad est del lago Bajkal). Il vortice ciclonico, inoltre, è supportato in quota da una goccia fredda, con un nocciolo gelido di ben -35° -36° e un minimo di geopotenziali sotto la soglia dei 500 Dam (piuttosto basso) alla quota di 500 hpa, che contribuirà ad inasprire l’instabilità atmosferica, con un fitto “gradiente termico orizzontale” che accompagnerà la formazione di estesi corpi nuvolosi che daranno luogo a precipitazioni estese, nella maggior parte dei casi nevose, in gran parte delle regioni montuose dell’estremo oriente della Russia asiatica, fin sul confine settentrionale cinese.

In alcune aree, come sul versante settentrionale dei monti Stanovoj, le nevicate potrebbero divenire molto intense, per lo “stau” (sbarramento orografico) esercitato dalla catena montuosa nei confronti delle fredde correnti da NO e N-NO, che scivolano nel settore occidentale della circolazione depressionaria che si allontana verso il freddo mar di Ohotsk. Di solito questo tipo di impianto configurativo può scaricare vere e proprie “badilate” di neve fresca sul versante settentrionale dei monti Stanovoj, con cumulate di oltre 3-4 metri alle quote più elevate. Già in queste ore, in diverse località e villaggi della Russia asiatica orientale, si stanno verificando delle persistenti nevicate di debole e moderata intensità, inframmezzate anche da qualche rovescio, mentre i termometri cominciano a sprofondare al di sotto della soglia dei -8°C -10°C, arrivando fino ai -15°C -18°C. Per esempio, nella località di Cul’Man ormai nevica ininterrottamente dalla giornata di ieri, con una moderata ventilazione da NO e N-NO, mentre il termometro nelle ultime ore è sprofondato sui -14°C. In altre località il cielo rimane coperto o molto nuvoloso, con nevicate piuttosto sporadiche e un sostanziale calo dei valori termici, che potrebbero portarsi al di sotto della soglia dei -15°C -20°C.

Il serbatoio freddo che si isolerà sulla Siberia centro-orientale

Tra la giornata di domani e quella di sabato, la profonda circolazione depressionaria, andando ad occludersi, tenderà lentamente ad indebolirsi, con il minimo barico centrale che salirà sui 990 hpa, spostandosi gradualmente verso il mare di Ohotsk, nel tratto a nord della grande isola di Sahalim, avvicinandosi durante il weekend alla penisola di Kamcatka, dove vi apporterà un sensibile peggioramento, con piogge sulle coste e nevicate fino a quote molto basse sulla Catena Centrale interna. Da ovest incalzerà un promontorio anticiclonico dinamico che dovrebbe riportare il bel tempo su buona parte dei settori orientali della Russia asiatica. Pur spostandosi verso nord-est, in direzione della penisola di Kamcatka, il ciclone extratropicale a cuore freddo riuscirà a spingere un blocco di aria molto fredda verso la Siberia centro-orientale, ove si isolerà nei prossimi giorni un grande serbatoio di aria piuttosto fredda che spianerà la strada al grande raffreddamento tardo autunnale (raffreddamento pellicolare) che formerà il futuro anticiclone termico sulle vaste lande euro-asiatiche. Tale processo sarà anche favorito da una notevole estensione dei territori innevati di fresco sottoposti all’effetto “Albedo”.