Ogni 100 sciami sismici come quello che colpi’ l’Aquila prima del 6 aprile 2009, solo cinque sfociano in terremoti potenzialmente dannosi, ma non si può sapere in anticipo quali saranno quei cinque. Dopo la sentenza che ha condannato i sette membri della Commissione Grandi Rischi per i lutti all’Aquila, per cautelarsi bisognerebbe dar l’allarme cento volte correndo ogni volta il rischio di venire accusati di inutile allarmismo. Lo sostiene in una nota il docente di Geofisica Dario Albarello, direttore del progetto per la previsione a breve termine dei terremoti, voluto dal Servizio nazionale di protezione civile e dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, secondo cui la condanna ha il sapore della ”caccia all’untore”. Albarello ricorda quello che successe nel non lontano 1983 in Italia con la famosa sbagliata previsione del terremoto in Garfagnana e per fortuna mai avvenuto, seguito pero’ da accuse di inutile allarmismo. Ora una condanna che sembra una sorta di ”caccia all’untore”, per poter dire che ”giustizia e’ fatta. Dimenticando, sostiene il direttore del progetto, che non sono i terremoti che uccidono, sono le costruzioni malfatte che crollano. E che esiste una carta dei rischi: anche la Prefettura dell’Aquila, poi crollata, era compresa tra gli edifici a rischio, in una zona ad alto rischio. Forse gli amministratori hanno le loro responsabilita’.
Processo terremoto L’Aquila, Dario Albarello: “impossibile prevedere l’evoluzione degli sciami sismici”


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