Scoperti nel Montefeltro dopo 500 anni gli straordinari paesaggi di Piero della Francesca

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Quello che per cinquecento anni gli storici dell’arte di tutto il mondo hanno cercato di scoprire è sempre stato lì, sotto gli occhi di tutti!

Da cinque secoli ci si interroga su dove fossero collocati geograficamente i paesaggi che ispirarono a Piero della Francesca gli sfondi per i suoi capolavori.

Oggi la ricerca è compiuta e i paesaggi da sogno di Piero sono stati finalmente trovati: li hanno scovati fra le colline del Montefeltro, a cavallo fra Romagna e Marche, Rosetta Borchia, pittrice, fotografa di paesaggi e Olivia Nesci, docente di Geomorfologia presso l’Università di Urbino. Due Cacciatrici di Paesaggi, unite dalla passione per il paesaggio e l’arte e da singolari e distinte competenze.

“I primi paesaggi ritrovati, sono stati quelli dipinti da Piero nel Dittico dei Duchi di Urbino ( Gall. Nazionale degli Uffizi, 1475). Alle spalle dei ritratti di Federico da Montefeltro e  Battista Sforza e dietro I Trionfi. Le montagne, le rocce, – hanno affermato Olivia Nesci e Rosetta Borchia – i fiumi sono gli stessi che l’artista vedeva nelle terre del Ducato o lungo la Valmarecchia, per la strada Ariminensis che percorreva per raggiungere il Malatesta, altro suo grande committente.

Il  Montefeltro, famoso nel mondo per gli scenari naturali di grande bellezza e fascino e per la particolare evoluzione geologica, diventa non solo un nuovo orizzonte di conoscenza come  “paesaggio  d’arte” ma un’insospettata risorsa culturale da condividere, trasmettere e promuovere con ricadute in ambito scientifico, sociale ed economico”. Nasce così l’Associazione Montefeltro Vedute Rinascimentali (MVR) che intende ridare luce al “ Paesaggio Invisibile”. Restituire cioè al mondo ‘i paesaggi dipinti’ che i pittori del Rinascimento scelsero per gli sfondi delle loro grandi opere che, a causa delle insidie della natura e dell’uomo, s’erano perduti dentro cinque lunghissimi secoli”.

Il progetto I BALCONI DI PIERO, nell’ambito della Settimana del Pianeta Terra ,  ha il compito di guidare il visitatore in un’ esperienza straordinaria: quella di essere parte di un’immensa opera d’arte. “Si tratta di spazi panoramici allestiti nei punti che

Piero della Francesca scelse per raffigurare i suoi capolavori: paesaggi ancora intatti, immortalati in vari dipinti – hanno proseguito Nesci e Borchia –  che è possibile ammirare grazie a “punti di avvistamento culturale”, con pannelli didattici in cui sono riprodotte le opere. I primi tre “Balconi di Piero” sono stati inaugurati a giugno (uno a Pieve del Colle di Urbania riferito all’opera “I Trionfi”, due vicino a San Leo, relativi a “Battista Sforza” e “San Gerolamo e un devoto”)”.

La Settimana del Pianeta Terra offre la grande opportunità di osservarli con gli stessi occhi degli artisti di 500 anni fa  e di farlo con Olivia Nesci e Rosetta Borchia.