Sentenza Terremoto L’Aquila, esperti giapponesi: “qui non ci sono processi così, le scosse non si possono prevedere”

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Se fossi stato io li’ avrei detto le stesse cose perche’ non e’ possibile stabilire quando puo’ verificarsi una forte scossa sismica”. Shinichi Sakai, professore associato dell’Earthquake Research Institute di Tokyo, non nasconde i dubbi per la condanna degli scienziati italiani della Commissione Grandi Rischi, colpevoli per il tribunale dell’Aquila di aver sottovalutato il pericolo e fornito informazioni ”imprecise e incomplete” sul sisma che sconvolse il capoluogo abruzzese ad aprile del 2009. La notizia della condanna dei sismologi italiani ha avuto, come comprensibile, grande rilievo sulla stampa nipponica, visto il ricordo ancora vivo del sisma/tsunami dell’11 marzo 2011 che ha devastato il nordest del Paese: Sakai, parlando con l’ANSA, rileva che ”non e’ chiaro se la sentenza debba essere imputata ai componenti del comitato perche’ avevano la responsabilita’ di dare informazioni su provvedimenti e misure da prendere o perche’ i componenti sono colpevoli di valutazioni sbagliate come scienziati”. Resta il fatto che ”in Giappone (che registra annualmente il 20% delle scosse pari e superiori a magnitudo 6 in tutto il mondo, ndr) non ci sono mai stati processi simili”. La previsioni dei terremoti, conclude, ”sono considerate attualmente molto difficili, come ha del resto ribadito l’ultima e recente riunione della Seismological Society of Japan (Nihon jishin Gakkai, ndr)”.