Settimana del Pianeta Terra: domani inizia la 3 giorni dei Vulcani

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A Catania l’INGV aprirà le porte alla città ( il 18) .A Napoli i vulcani della città ( il 18).  Sul Vesuvio per la prima volta il filmato dei Lumière ( il 20). Sull’Etna si entrerà nelle gallerie vulcaniche ( il 21)  . A Pozzuoli i ragazzi ricorderanno il Monte Nuovo ( il 18).

“Ben 250 sono le grotte vulcaniche dell’Etna e costituiscono una grande attrazione, un elemento distintivo del vulcano (gli unici tunnel lavici nell’Europa continentale si trovano solamente sull’Etna)”. Lo ha affermato Fabio Santonocito geologo e responsabile della Geo Etna Explorer . “L’Etna è il vulcano attivo  più alto dell’intero continente europeo ed uno dei più imponenti del mondo. La sua altezza  – ha proseguito Santonocito – varia nel tempo a causa delle continue eruzioni e attualmente si aggira sui3.350 metri s.l.m., con un diametro di circa45 chilometri.  PerLa Settimana del Pianeta Terra , il 21 Ottobre , entreremo in queste gallerie formatesi durante l’eruzione del1669”. L’ esplorazione, dei tunnel vulcanici, avvalendosi degli accompagnatori speleologici di Geo Etna Explorer, rappresenterà un’esperienza unica da non perdere.

E domani, Giovedì 18 Ottobre dalle ore 9,  l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia , Sezione di Catania, Osservatorio Etneo, aprirà per l’intera giornata, le porte della sua sala operativa di monitoraggio sismico e vulcanico per offrire l’occasione di conoscere strumenti e personale impegnati quotidianamente nello studio e nel controllo dell’attività del più attivo vulcano d’Europa, mentre a Pozzuoli si potrà  entrare nel cuore dei Campi Flegrei  dove i canti portati in scena dai ragazzi delle scuole di Pozzuoli  ricorderanno la nascita del Monte Nuovo .  A Napoli invece, domani l’importante conferenza del professore Giuseppe Luongo , Emerito in Fisica del Vulcanismo dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli .  “Poco nota è l’estensione del vulcanismo nella Città di Napoli  – ha affermato Luongo – dove non solo si rinvengono i prodotti delle principali eruzioni flegree e vesuviane, ma si rilevano anche apparati eruttivi, quali il Cratere di Santa Teresa a Bagnoli ed i centri eruttivi di Chiaia, Monte Echia, Collina di San Martino, sommersi dall’antropizzazione o parzialmente cancellati dall’estrazione di tufo e pozzolane. La stessa grande eruzione flegrea che produsse oltre 250 km3 di materiale 39.000 anni fa, formandola Caldera dell’Ignimbrite Campana (nota anche come tufo grigio), interessa l’intera Città di Napoli fino alla sua periferia orientale”. C’è grande attesa per l’evento , unico, storico , in programma il 20 Ottobre al Museo dell’Osservatorio di Napoli per il quale si stanno accreditando anche giornalisti stranieri

Al Museo dell’Osservatorio Vesuviano di Ercolano il film girato dai fratelli Lumière sul Vesuvio in eruzione.

“ Si tratta – ha affermato Mauro Antonio Di Vito, ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano – del filmato realizzato nel 1898 . I Lumière filmarono l’attività in corso al Vesuvio con inquadrature sulla vita quotidiana di Napoli e di luoghi famosi della città. L’eruzione ripresa è quella che, a partire dal 1895 , in quattro anni di attività più o meno continua, formò il Colle Umberto”.

Ma c’è un altro filmato molto importante che si vedrà il 20 Ottobre e che si pensava “fosse addirittura andato perso – ha proseguito Di Vito – ed è un filmato di notevole valore scientifico.  Si tratta del film riguardante l’eruzione del 1906 , la più grande eruzione del Vesuvio nel XX secolo . Questo filmato fu realizzato da due fotografi napoletani, i fratelli Troncone, che lo inviarono a Parigi per una mostra fotografica . Lì la bobina fu dispersa” .