Con il lancio degli altri due satelliti Galileo dalla base europea di Kourou, nella Guyana Francese, si apre di fatto una fase chiave per il sistema di navigazione satellitare europeo fortemente voluto dall’Agenzia Spaziale Europea e dalla Commissione Europea, con un importante contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana. Ecco che cos’e’ il programma Galileo. “Immaginate -spiega l’Agenzia Spaziale Italiana- un sistema di navigazione e localizzazione satellitare interamente concepito per usi civili in grado di offrire un’accuratezza inferiore ai 10 centimetri nel posizionamento, una precisione mai raggiunta prima”. Un sistema non soggetto alle limitazioni o interruzioni tipiche di altri sistemi pensati per scopi militari, a cominciare dal Gps americano. Con potenzialita’ di impiego straordinarie, in quasi tutti i settori. Energia, trasporti terrestri marittimi e navali, sicurezza, agricoltura, finanza: un ventaglio di applicazioni quasi illimitato e di una portata tale da rivoluzionare il modo stesso in cui concepiamo certi modi di vivere e alcuni dei servizi cui oggi siamo piu’ abituati. Questa, in estrema sintesi, e’ la mission del programma Galileo, che, avviato ufficialmente nel 2003, ma concepito molto prima, dall’Esa e dall’Ue e’ ormai in fase di realizzazione. “Si tratta di un progetto straordinariamente ambizioso, quindi, visto che, attualmente, -ricorda l’Asi- l’unico sistema di navigazione satellitare e posizionamento globale effettivamente in funzione e’ il Gps (Global positioning system) concepito negli Stati Uniti a scopi militari negli anni Settanta”. Il Gps Usa consiste di 32 satelliti in orbita Meo (Medium Earth Orbit) su sei differenti piani orbitali, alcuni dei quali in disuso e altri di riserva. E’ operativo dal 1978 e disponibile per tutto il mondo da 1994.
Oltre al Gps statunitense, esiste anche un analogo programma avviato dall’ex Unione Sovietica, il Glonass, il cui sviluppo e’ stato a lungo interrotto ma che l’Agenzia Spaziale Russa ha recentemente ripreso e al momento e’ in fase di completamento. “La necessita’ di pensare a un sistema di navigazione alternativo, benche’ compatibile col Gps, -continua l’Asi- e’ insita dalla natura stessa di quest’ultimo”. “Nato per garantire la navigazione dei missili intercontinentali a testata nucleare portandoli sopra l’obiettivo con una approssimazione di circa 100 metri, il Gps, benche’ utilizzato col tempo anche per scopi diversi, -sottolinea ancora l’Asi- resta essenzialmente uno strumento di tipo militare. L’uso civile impone invece standard di precisione mediamente molto piu’ accurati e non puo’ contemplare interruzioni o limitazioni dei servizi legate a esigenze belliche di qualsiasi tipo”. E questo rende cruciale il sitema europeo Galileo. Una volta a regime, Galileo consistera’ di trenta satelliti, 27 operativi e tre di riserva, orbitanti su 3 piani inclinati sull’equatore (Meo, Medium Earth Orbit circolare) a 23.222 chilometri di quota. La Commissione Ue ha gia’ assegnato gli appalti per la parte infrastrutturale ed al momento la spesa prevista e’ di circa 3,4 miliardi di euro.
“Il programma di lancio di Galileo, con razzi Soyuz e Ariane, e’ iniziato il 21 ottobre 2011 con la partenza -ricorda l’Asi- dei primi due satelliti dalla base di Kourou nella Guyana Francese e prosegue ora con il debutto nello spazio degli altri due satelliti”. Una volta posizionati i primi quattro satelliti, configurazione minima necessaria, sara’ possibile cominciare a fornire i primi servizi di navigazione e procedere a testare la piena funzionalita’ dei segmenti spaziali e di terra, “mentre e’ stato gia’ avviato -conclude l’Agenzia Spaziale Italiana- il programma sperimentale Giove (Galileo in orbit validation element), col lancio del Giove-A il 28 dicembre 2005, seguito dal satellite Giove-B mandato in orbita il 27 aprile del 2008”.
Spazio, il programma di navigazione satellitare Esa-Ue dei satelliti Galileo


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