Sulla penisola Scandinava si insedia il vortice polare e inizia l’inverno: fitte nevicate e venti tempestosi

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Il lobo principale del vortice polare raggiunge la penisola Scandinava dando inizio alla prima irruzione artica autunnale

Sembra essere piombato improvvisamente l’inverno sulla penisola Scandinava, dopo mesi di perenni anomalie termiche positive freddo e neve sono tornati in Norvegia e in maniera meno significativa anche sulla Svezia. Il vortice polare, dopo l’intenso “forcing” aleutinico,  ha spostato i propri elementi principali dal mar Glaciale Artico verso il mare di Barents e l’estremo nord della Norvegia, posizionando il proprio lobo principale proprio a ridosso delle coste del Finnmarks, seguito da aria molto fredda scesa direttamente dalle latitudini artiche. Questa profondissima circolazione ciclonica, a carattere freddo, ha presentato un minimo barico al suolo che è sceso sotto i 968-966 hpa nella giornata di ieri. Un’area depressionaria talmente profonda che, coadiuvata ad ovest dall’insorgenza di un blocco anticiclonico eretto tra l’alta pressione azzorriana e la cellula anticiclonica termica sul Plateau groenlandese, ha pilotato lungo il bordo più orientale di quest’ultimo blocco anticiclonico  un imponente blocco di aria fredda, di tipo artico marittime, verso le coste norvegesi e il mar del Nord. L’irruzione di aria molto fredda, d’estrazione artico marittima, ha raggiunto ormai l’intera area scandinava, dove è in atto un sensibile calo dei valori termici, con le prime associate nevicate sulle coste del Finnmarks, ove il termometro è scivolato sotto gli zero gradi a livello del mare. Primi rovesci di pioggia mista a neve, accompagnati da intense raffiche di vento da N-NO, hanno interessato diverse località della Norvegia centro-settentrionale.

Prime nevicate in Norvegia

I fiocchi di neve hanno fatto la loro prima comparsa su Alesund, Bodo, Tromso, Myken, Sandane, come in molte altre isole e fiordi del paese scandinavo. Le nevicate e i rovesci di neve sulle coste norvegesi sono agevolati dal notevole effetto “stau” (sbarramento orografico) esercitato dai rilievi norvegesi alle umide e fredde correnti da N-NO, che dall’Artico e dal mare di Barents scivolano sul mar di Norvegia, molto più temperato, caricandosi di umidità e riscaldandosi notevolmente nei bassi strati. Tale riscaldamento della massa d’aria d’origine polare, nei bassi strati, riacutizza l’instabilità, visto che nella media troposfera l’aria conserva le sue caratteristiche gelide, con isoterme sotto i -35° -37° a 5100 metri, mentre una -40° sorvola i cieli della Norvegia fino al nord della Finlandia, ove nevica fino alle coste. Tali contrasti termici esacerbano il “gradiente termico verticale” in seno alla massa d’aria polare, favorendo lo sviluppo di diffusi moti convettivi che danno origine a quella nuvolosità puntiforme, identificabile in nubi di tipo cumuliformi, come Congesti e Cumulonembi, che danno la stura a rovesci sparsi, che assumono carattere nevoso fin sulle zone costiere sulla Norvegia centro-settentrionale, dove sono attesi pure degli accumuli.

Neve sulla Lapponia

Forti rovesci di neve hanno lasciato i primi importanti accumuli pure sulla Lapponia, dove le temperature sono sprofondate al di sotto dei -4° -6°, con picchi fino a -8°. Sono proprio queste nubi cumuliformi che stanno apportando nevicate e rovesci di neve diffusi su gran parte del territorio norvegese, con accumuli fin sulle aree costiere. Da Tromso fino alle coste centrali norvegesi la neve ormai ha raggiunto le zone costiere, riuscendo a lasciare pure degli accumuli al suolo, alle volte misti con la gragnola e brevi episodi di grandine piccola. Ma oltre al netto calo termico e alle prime nevicate sino alle coste, nel nord del paese, la Norvegia deve fare i conti con una forte ventilazione da NO e N-NO che sta sferzando le coste centro-meridionali, dove si raggiungono picchi di raffica di oltre gli 80-90 km/h. A Haugesund il forte vento da NO ha superato gli 85 km/h, ma in località come Gullfaks la furia eolica ha superato i 100 km/h, con un picco di ben 107 km/h da N-NO toccato alle 03:20 PM, con una temperatura di soli +2°, mentre era in corso un rovescio di pioggia mista a neve che è stato letteralmente polverizzato dal vento. Ma in alcuni tratti costieri e sulla parte terminale di molti fiordi, in particolare lungo le coste meridionali, si potranno registrare raffiche di vento fino a 110-120 km/h. Per esempio, ad Andoya, durante le forti burrasche, il fortissimo vento da Nord e N-NE ha raggiunto un picco assoluto di ben 111 km/h da Nord.

Le forti burrasche che stanno sferzando le coste norvegesi sono da attribuire alla presenza  sul settore meridionale del mare di Barents, nel tratto poco a nord della penisola di Kola, di una profondissima circolazione ciclonica, a carattere freddo, con un minimo barico al suolo sceso sotto i 968-966 hpa (abbastanza profondo), che pilota masse d’aria fredda, di tipo artico marittime, verso le coste norvegesi e il mar del Nord. Questa profondissima “polar low” sul mare di Barents, altro non è che il lobo principale del vortice polare, che intaccato dal recente “forcing” aleutinico, è stato costretto a spostare il proprio baricentro, decentrandosi verso il mare di Barents, a ridosso delle isole Svalbard. Ad ovest di questa profonda area depressionaria, tra l’Atlantico nord-occidentale e il Plateau della Groenlandia, si isolerà un robusto promontorio anticiclonico dinamico, con massimi barici al livello del mare sopra i 1035-1037 hpa ad ovest dell’Islanda e a ridosso della costa groenlandese, producendo un fortissimo “gradiente barico orizzontale” fra penisola Scandinava e Groenlandia, con un fittissimo addensamento di isobare sul mare di Norvegia e mar di Barents.

I venti di tempesta sul mar di Norvegia

Questo intenso “gradiente barico” attiverà venti abbastanza furiosi, dai quadranti settentrionali, che dal mare di Groenlandia si propagheranno velocemente al mar di Norvegia e alle coste norvegesi centro-meridionali, con forti burrasche da NO e N-NO che raggiungeranno l’area di Bergen e le coste meridionali norvegesi. In alcuni tratti costieri si supereranno i 90-100 km/h nelle raffiche più intense. Inoltre, visto l’ampio “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) in mare aperto, esteso per centinaia di chilometri, i forti venti settentrionali, da NO e N-NO, hanno formato grosse ondate, alte fino a 6-7 metri in mare aperto, che si sono estese fino al settore settentrionale del mar del Nord, area dove sono ubicate diverse piattaforme petrolifere. Durante la serata i forti venti da NO, dopo aver aggirato le coste meridionali norvegesi, hanno colpito pure la Danimarca e la Svezia meridionale, estendendosi sul mar Baltico, con una componente decisamente più da O-NO o occidentale, con raffiche che hanno superato i 70 km/h, localmente anche più di 80 km/h, nel tratto di mare che separa Danimarca orientale e Svezia meridionale.