Sull’oceano Indiano meridionale la migrazione dei venti dall’emisfero boreale favorisce la nascita del primo ciclone tropicale di stagione nei pressi delle Mauritius

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Ecco il momento in cui i venti occidentali sconfinano sull'emisfero australe innescando la circolazione ciclonica

In questi giorni, sopra le acque, ancora non particolarmente calde, dell’oceano Indiano meridionale, è sorta un insolita depressione tropicale che ha cominciato a svilupparsi sul finire della scorsa settimana, non lontano dalla linea dell’equatore geografico. Analizzando le mappe dei venti e del campo barico a 10 metri, fornite dal modello statunitense GFS, è emerso che la circolazione ciclonica ha cominciato a prendere forma durante il weekend scorso, non appena l’umida ventilazione occidentale che spirava su un tratto dell’oceano Indiano centro-occidentale (una componente che si attiva temporaneamente durante la fase di inversioni dei Monsoni asiatici) ha sconfinato oltre l’equatore, sull’emisfero australe, virando più da NO per l’effetto di Coriolis, che a ridosso dell’equatore rimane piuttosto debole. La ventilazione occidentale in azione nel tratto di oceano Indiano, poco a sud degli atolli delle Maldive, ha così varcato la linea dell’equatore, sconfinando cosi nell’altro emisfero, dove i venti, originariamente da Ovest e O-NO, hanno cominciato a ruotare più da NO e N-NO, scivolando sempre più di latitudine. All’altezza dei 5° di latitudine Sud le correnti da NO e N-NO, in sconfinamento dall’altro emisfero, hanno cominciato ad interferire con il sostenuto flusso da E-SE e SE, legato all’Aliseo di SE, che domina lungo la fascia tropicale australe dell’oceano Indiano, a sud dell’Indonesia.

Immagine satellitare della tempesta sull'oceano

L’interazione fra le correnti da NO e il teso Aliseo di SE, dominante per gran parte dell’anno sulla fascia tropicale dell’oceano Indiano meridionale, ha prodotto una ampia linea di convergenza che ha determinato lo sviluppo di un iniziale circolazione vorticosa in senso orario, quindi ciclonica per l’emisfero australe. Si è cosi generata un’area di disturbo che nei giorni successivi è scesa ulteriormente di latitudine, approfondendosi sopra le calde acque superficiali dell’oceano Indiano meridionale, con temperature comunque sufficientemente elevate per produrre e alimentare la convenzione. In genere, in questo periodo dell’anno, durante la fase monsonica, si possono sviluppare dei cicloni tropicali che si approfondiscono a seguito della rotazione innescata dalla convergenza di fasce di venti opposti nei bassi strati. Difatti, nell’oceano Indiano meridionale, quando le correnti da NO (in genere premonitrici dell’avvento del Monsone invernale di NE), dalla fascia equatoriale scivolano verso sud, nell’emisfero australe, incontrandosi con l’Aliseo di SE, molto spesso possono dare vita ad un ciclone tropicale che diventa autonomo e punta verso l’arcipelago delle Mauritius e le coste orientali del Madagascar. La frequenza di queste tempeste è massima da Novembre a Marzo, con un picco fra Gennaio e il mese di Febbraio.

Riguardo il nuovo ciclone tropicale, che si è appena formato in pieno oceano Indiano tropicale meridionale, possiamo dirvi che esso, tra oggi e domani, tenderà a muoversi verso sud-ovest, avvicinandosi entro la giornata di domani ad alcuni atolli poco a nord delle isole Mauritius, come una intensa tempesta tropicale, con venti medi sostenuti che supereranno i 100-110 km/h nella parte centrale del sistema, mentre nelle aree periferiche si attiveranno venti di burrasca a rotazione ciclonica. Un sensibile rinforzo della ventilazione dai quadranti orientali è atteso fra la serata odierna e la giornata di domani tra le Mauritius, soprattutto negli atolli più settentrionali, dove si potranno verificare pure delle burrasche, con forti raffiche di vento. Oltre ai venti piuttosto sostenuti, il passaggio ravvicinato della tempesta tropicale, che potrebbe temporaneamente essere promossa a ciclone tropicale di 1^ categoria della Saffir-Simpson, con venti fino a 120 km/h nella parte centrale del sistema ciclonico, produrrà anche un consistente incremento del moto ondoso, con onde alte fino a 4-5 metri, mentre attorno l’area perturbata le ondate più alte raggiungeranno i 6 metri. Sul futuro di questo prima ciclone tropicale della stagione rimane un po’ di incertezza. Non è escluso che entro il fine settimana, prima di dissiparsi, possa interessare più da vicino le Mauritius, con venti intensi e forti rovesci di pioggia che potrebbero investire le isole principali.