Un documento condiviso dall’intera commissione Grandi Rischi, ”al di la’ delle dimissioni” , che ”possa portare a un modo diverso di gestire le cose”: e’ questo il prossimo passo che intende fare la commissione. Lo ha detto all’ANSA il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Stefano Gresta, membro della commissione Grandi Rischi. ”La situazione e’ complicata ed emotivamente verrebbe voglia di dimettersi”, ha aggiunto. ”Non conosco le motivazioni della sentenza ed e’ difficile comprenderla a caldo. Posso dire che conosco personalmente tutti i condannati, alcuni da piu’ di 30 anni, ed ho la massima stima per tutti loro”. Tuttavia, ha osservato, ”la sentenza e’ stata un elemento scatenante”. Il problema, annoso, e’ che ”non c’e’ una chiara divisione dei ruoli tra la scienza e chi deve prendere decisioni”. Nonostante l’attuale commissione grandi Rischi si sia data regole diverse rispetto alle commissione che l’hanno preceduta fare chiarezza e’ piu’ che mai urgente: ”occorre inquadrare il problema: non e’ chiaro se e’ un organo di consulenza”. Gresta e’ fra i membri della commissione che hanno deciso di non dimettersi. ”Alcuni – ha aggiunto – hanno optato per un’autosospensione e per la convocazione di una riunione plenaria, al di la’ delle dimissioni, per trovare un documento condiviso”. L’obiettivo e’ arrivare a diversi meccanismi di gestione: ”ancora oggi – ha rilevato – non esistono meccanismi che garantiscano ad una valutazione scientifica sia fatta in buona fede dall’essere interpretata come falso allarme o procurato allarme”. Per l’incontro non e’ stata ancora stabilita una data, ma secondo Gresta ”sara’ ragionevolmente a breve”.
Terremoto L’Aquila, la Commissione Grandi Rischi stilerà un documento che “porti a un modo diverso di gestire le cose”


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