Terremoto Pollino, appello dei radicali lucani: “no ai pozzi petroliferi in zone sismiche”

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Dopo la scossa di magnitudo 5 al confine tra la Basilicata e la Calabria, i Radicali Lucani sollevano il problema della collocazione di pozzi di petrolio dell’Eni in zone sismiche della Val d’Agri. In particolare il segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti, fa appello al principio di precauzione e si chiede ”se sia saggio ubicare un pozzo di reiniezione in zona rossa e a ridosso di un lago”. Il riferimento e’ al pozzo di reiniezione Eni, denominato ”Monte Alpi 9 or deep”, che ”e’ ubicato in una zona ad alto rischio sismico e a poche decine di metri in linea d’aria dalla diga del Pertusillo”. Secondo uno studio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sull’area delle estrazioni petrolifere in Basilicata, citato da Bolognetti, la Val d’Agri ”e’ una delle aree italiane a maggiore potenziale sismogenetico” e ”il recente sviluppo urbanistico, in particolare nella parte alta della valle (Villa d’Agri, Viggiano), e la presenza di infrastrutture legate all’attivita’ di estrazione e raffinazione di idrocarburi, contribuiscono ad accrescere il rischio sismico dell’area, che e’ gia’ stata colpita da un terremoto distruttivo nel 1857”. Per valutare eventuali fenomeni di amplificazione del moto sismico nel bacino sedimentario, a partire dal 2006 sono state installate sei stazioni sismiche lungo un profilo di direzione sud-ovest nord-est che attraversa il centro di Villa d’Agri.