Terremoto Pollino: note di Pd e Pdl

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”Desideriamo esprimere la nostra piena solidarieta’ alle comunita’ colpite dal terremoto in Basilicata e in Calabria”. Lo hanno detto, in una dichiarazione congiunta, i parlamentari lucani del Pd, i sen. Maria Antezza, Filippo Bubbico, Carlo Chiurazzi e gli on. Antonio Luongo e Salvatore Margiotta. ”Chiediamo al governo – hanno aggiunto – di stare accanto a queste regioni poiche’ il loro sforzo, da solo, non puo’ essere sufficiente a garantire il necessario sostegno a tutte le azioni di Protezione civile e l’immediato avvio di un piano di adeguamento sismico degli edifici. Esiste infatti l’esigenza di operare in modo sinergico tra i vari livelli istituzionali per la prevenzione dei fenomeni sismici. Ci auguriamo che – hanno concluso i parlamentari lucani del Pd – il governo Monti risponda adeguatamente alle esigenze dei comuni colpiti, all’esito delle verifiche che si sono gia’ tempestivamente avviate”.

”E’evidente che non servono soltanto soluzioni tampone per rispondere alle emergenze ma e’ necessario rendere operativa sull’intero territorio nazionale l’applicazione di norme antisismiche per tutte le costruzioni nuove e vecchie, un piano che preveda ovviamente l’intervento prioritario in zone ad alto rischio sismico come il Pollino”. Lo hanno detto, in una nota congiunta, i parlamentari lucani del Pdl, i sen. Guido Viceconte e Cosimo Latronico, e l’on. Vincenzo Taddei, i quali hanno espresso ”solidarieta’ alle comunita’ del Pollino interessate dal fenomeno sismico di questa notte”. I parlamentari hanno evidenziato ”quanto questo evento sollevi l’importante questione della messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati. Ribadiamo la necessita’ improrogabile che in Italia si passi in modo deciso dalla cultura dell”emergenza’ a quella della ‘prevenzione’. Del resto sono oltre 50 anni che nel nostro Paese in maniera periodica si susseguono terremoti. Quindi se il dato inequivocabile e’ che l’Italia e’ integralmente interessata da fenomeni sismici, e’ necessario intervenire sia sul piano legislativo che su quello della programmazione, per definire un piano strategico nazionale che – hanno concluso – metta definitivamente in sicurezza l’intero patrimonio edilizio pubblico e privato”.