Terremoto Pollino, oggi oltre 30 repliche, disagi per il maltempo

Continua a tremare la terra nelle zone del Pollino, al confine tra Calabria e Basilicata, colpita dalla forte scossa della scorsa settimana. Una trentina le repliche registrate nelle ultime 24 ore. Oltre alle scosse, a rendere più grave il disagio dei cittadini c’è anche il maltempo che ormai da due giorni imperversa nella zona, come in tutta Italia. Acqua, vento ma soprattutto il freddo con temperatura rigide specialmente la notte. È a metà mattina sul massiccio del Pollino è arrivata anche la neve, che non ha però interessato i comuni colpiti dal sisma. Oggi sono proseguite le verifiche dei tecnici e dei vigili del fuoco agli edifici della zona. A Mormanno sono una quarantina, al momento, gli appartamento dichiarati inagibili dai vigili del fuoco tra Mormanno, Laino Borgo e gli altri centri del Pollino. Allo stato, i vigili del fuoco hanno eseguito circa 390 sopralluoghi ed altri 200 restano da fare, anche se questo numero viene costantemente aggiornato per le nuove richieste che giungono da cittadini e Comuni. Per accelerare le operazioni di verifica, sul Pollino sono giunte squadre dalle altre province calabresi ed anche dalla Campania. Anche il maltempo causa problemi: alcune squadre dei vigili del fuoco sono state impegnate anche per alcuni allagamenti e per lievi smottamenti di terreno su alcune strade locali. Intanto oggi, durante i lavori del Consiglio regionale della Calabria, è intervenuto il sottosegretario alla presidenza della regione con delega alla Protezione civile Franco Torchia che ha relazionato il consiglio sulle attività svolte nelle immediatezze del post sisma. Lo stesso Torchia ha poi aggiunto che occorreranno almeno cento giorni per completare la ricognizione dei danni complessivi che i comuni interessati dal sisma hanno subito. In consiglio è stato anche votato un documento unitario sottoscritto all’unanimità con cui si impegna “la Giunta regionale ad intraprendere ogni opportuna e necessaria iniziativa per alleviare le sofferenze e i disagi delle popolazioni colpite dal sisma”. Nell’ordine del giorno, inoltre, si chiede un confronto con il Governo e con il Dipartimento di Protezione civile affinche’ “sia considerata l’opportunita’ di dichiarare lo stato di emergenza e perche’ sia comunque garantita e adottata ogni utile ed opportuna misura di intervento a sostegno delle stesse popolazioni e degli enti locali impegnati in prima fila sul fronte dell’emergenza”. Ancora, con l’ordine del giorno, si chiede che “l’eventuale predisposizione di un’ordinanza di protezione civile, a valle della dichiarazione di stato di emergenza, dovra’ prevedere la redazione di un piano di previsione e prevenzione della vulnerabilita’ sismica del patrimonio pubblico e privato dell’intera area, e la realizzazione di un conseguente piano straordinario di interventi strutturali per la riduzione del rischio e la messa in sicurezza degli immobili, a salvaguardia dell’incolumita’ delle popolazioni e per la ripresa delle normali attivita'”. Oggi hanno riaperto le scuole a Mormanno, molti ragazzi non sono andati, ma quelli presenti hanno cercato di allontanare i fantasmi, anche se dicono: “La paura resta alta, ma almeno così a scuola insieme ai compagni cerchiamo di riprendere una vita normale”.