Terremoto, “sentenza medioevale che ci riporta ai tempi di Galileo”. Tante reazioni incredule

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”Dobbiamo avere fiducia nella magistratura e augurarci che la condanna per il terremoto dell’Aquila sia cancellata urgentemente in appello in modo che l’Italia non sia considerata dal mondo scientifico internazionale la terra dove, dopo tanti secoli, si condanna come ai tempi di Galileo, come hanno affermato in tono ironico e sconsolato alcuni scienziati statunitensi”. Lo scrive, in una nota, il parlamentare del Pdl Enrico Pianetta. ”Non possiamo essere considerato un paese oscurantista che lincia i propri scienziati che non sanno prevedere cio’ che allo stato attuale la scienza non sa prevedere, come hanno sottolineato, con grande sconcerto, scienziati giapponesi. E’ comprensibile il dolore delle famiglie che hanno perso i loro cari per il sisma -conclude Pianetta- ma non e’ con capri espiatori che si fa giustizia, quanto piuttosto in mancanza di certezze scientifiche, bisogna ricorrere a misure di prevenzione con costruzioni antisismiche”.

“Penso che in tutte queste vicende ci voglia del tempo. Abbiamo fiducia nella magistratura ma quello che sappiamo, da un punto di vista scientifico, e’ che e’ possibile prevenire ma non prevedere”. Lo ha detto il sottosegretario ai Beni Culturali Roberto Cecchi, in occasione della presentazione, oggi a Roma, del restauro dei dipinti ‘La nascita della Vergine’ e ‘Il transito della Vergine’ di Giancinto Brandi danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009, commentando la sentenza di primo grado del processo de L’Aquila che ha condannato i componenti della commissione ‘Grandi Rischi’.

“C’e’ un preoccupante clima da caccia alle streghe che riporta la memoria ai tempi della Santa Inquisizione”. Cosi’ Lucio Barani, deputato Pdl, commenta la condanna degli esperti colpevoli di aver sottovalutato la possibile portata del sisma che ha devastato L’Aquila. “E’ una sentenza incredibile e per fortuna non e’ piu’ prevista la pena del rogo. Ritenere degli scienziati responsabili per quanto accaduto nel capoluogo abruzzese e’ una cosa inaudita, senza precedenti, almeno ripercorrendo la storia a ritroso fino alla condanna di Galileo”, aggiunge Barani. “Poi ci si meraviglia della fuga di cervelli che tanto pesa al nostro Paese in termini di innovazione. E quale sarebbe la meraviglia? Se queste sono le conseguenze per gli scienziati che esercitano in Italia e’ normale che essi non trovino neanche le precondizioni per provare a lavorare qui. In questo clima quale sara’ il prossimo passo? Condannare gli scienziati ed i ricercatori medici per non essere ancora riusciti a darci la vita eterna”, conclude l’esponente del centrodestra.