Un gruppo di scienziati del laboratorio Heriot-Watt dell’università di Edimburgo sta lavorando a uno ‘strappo’ nel tessuto dello spazio-tempo. Si tratta di due studi separati, condotti in collaborazione, che hanno lo scopo di capire meglio le interazioni fra luce e materia. Le ricerche hanno ricevuto un finanziamento di circa 3 milioni di euro da parte dello European Research Council. In particolare, Daniele Faccio, uno degli scienziati coinvolti, sta lavorando a un laser che emette cento impulsi al secondo, e l’energia di ogni impulso è di trilioni di watt, per una capacità complessiva pari a 10mila volte quella di un impianto nucleare. Il gruppo di scienziati sta cercando di usare questo laser per creare un analogo di un buco nero. “Stiamo cercando di ricreare le stesse condizioni che potrebbero trovarsi intorno a un buco nero gravitazionale. I buchi neri si trovano al centro delle galassie: nel nostro laboratorio stiamo cercando di riprodurre le condizioni in cui si presentano in modo da poterle controllare e calibrare per ottenere qualcosa di utile per noi“, ha spiegato Faccio. Il secondo gruppo, quello guidato da Brian Gerardot, sta invece lavorando su una scala diversa, “maneggiando” un elettrone e un fotone per volta, nella speranza di scoprire in che modo applicare le idee della fisica quantistica alla nostra vita di ogni giorno.
Un lavoro per ricreare le condizioni presenti intorno ad un buco nero


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