“Sandy” passerà alla storia come uno di quegli uragani che nell’ultimo secolo sono riusciti ad effettuare il “landfall” nell’area vicino New York, cagionando ingentissimi danni nella “grande mela”. La tempesta, definita “super storm” da molti meteorologi americani, durante il “landfall” nei pressi di Atlantic City, in New Jersey, presentava una pressione centrale scesa fino a 946 hpa, stabilendo il nuovo record assoluto di pressione barometrica più bassa registrata nel nord-est degli USA. Ad Atlantic City la pressione è scesa fino a 948 hpa, mentre a Philadelphia il picco barico è sceso fino a 953 hpa. A New York City la pressione è scesa sotto i 966 hpa, ma non è stato battuto il record di 961 hpa di pressione minima del 1914. E’ stato questo incredibile tracollo barico che ha fatto innalzare lo “Storm Surge” su Battery Park, provocando una marea da record che nella notte fra lunedì 29 e martedì 30 Ottobre ha allagato la zona sud di Manhattan. Guardando le immagini delle devastazioni lasciate da “Sandy” sul New Jersey e sulla stessa New York qualcuno potrebbe erroneamente pensare che si sia trattato di un evento senza precedenti per la storia climatica statunitense, ascrivendo le principali responsabilità al riscaldamento globale o ai cambiamenti climatici che ne derivano. Ma se facciamo un passo indietro nel passato noteremo subito come l’area costiera di New York, per più volte, è stata interessata da inondazioni cicliche associate al passaggio di forti tempeste di vento che si sono sovrapposte ai picchi elevati della marea astronomica.
Bisogna anche tenere presente che New York è una città molto vasta, ma al tempo stesso molto fragile se viene investita da un evento meteorologico estremo. La grandissima metropoli dell’East Coast degli Stati Uniti sorge all’interno di una baia molto stretta, questo significa che la massa d’acqua spinta verso la costa, dai forti venti orientali, tende a salire rapidamente e, mancando una via di sfogo, andrebbe a gonfiare l’East River e il fiume Hudson, creando le condizioni ideali per estese inondazioni fra la parte sud di Manhattan e il Queens. Tali eventi si erano già verificati nel passaggio dei due grandi uragani che hanno investito New York, nel 1821 e 1938. L’uragano del 1821, che arrivò sulla costa del Queens, poco distante dal luogo in cui oggi sorge l’aeroporto intitolato a John Fitzgerald Kennedy, fu accompagnato da una marea di 4-5 metri. Allora l’isola di Manhattan fu inondata, da Battery Park a Canal Street, in un’area estesa per oltre due chilometri. Il tutto in meno di un’ora. L’uragano del 1821 seguì una traiettoria simile a quella di “Sandy” o “Irene” nell’Agosto 2011, che dopo un primo passaggio ravvicinato sulla costa di North Carolina e Virginia, continuò verso Cape May, in New Jersey, investendo New York con fortissimi venti da E-NE ed Est.
Ma ora andiamo a vedere i precedenti uragani che hanno investito New York nell’ultimo secolo
Pur trovandosi a una latitudine piuttosto elevata la città di New York storicamente è stata interessata o presa solamente di striscio dal passaggio di diversi uragani provenienti dai Caraibi o dall’Atlantico tropicale. Questo perché molto spesso le tempeste o i cicloni tropicali sono obbligati a muoversi verso nord o nord-nord/est, seguendo una particolare traiettoria parabolica che li porta ad aggirare il grande anticiclone dinamico sub-tropicale presente sopra l’Atlantico. Ciò comporta un movimento quasi parallelo alla linea di costa, tanto che molte delle tempeste tropicali o uragani che si formano a nord di Puerto Rico o Hispaniola (Haiti e Repubblica Dominicana), se ben alimentate dalla convenzione, transitano davanti le coste del South e North Carolina per raggiungere il Delaware, il New Jersey, Massachusetts e Maine, sconfinando fino alle coste meridionali canadesi, sino alla Nuova Scozia (Halifax) e a Terranova, dove poi si evolvono in potenti cicloni dalle caratteristiche extratropicali diretti verso il nord Europa o il Regno Unito (come ex tropical storm).
Già dal 25 Agosto 1635 sullo stato di New York, quello che allora era solo una piccola colonia dell’impero britannico, venne catalogato il transito del primo uragano. Stando ai dati storici a nostra disposizione il più potente uragano che colpi New York risale al lontano 1938. Si trattava del terribile uragano “New England” che arrivò sulle coste del New Jersey e del Long Island sotto forma di un potente ciclone tropicale di 3^ categoria della Saffir-Simpson, con venti violentissimi, ad oltre i 170-180 km/h, che causarono ingenti danni a case ed edifici. Allora una grande inondazione interesso vasti quartieri di New York, mentre il New Jersey fu travolto da furiose mareggiate, con ondate alte più di 7-8 metri che arenarono grandi imbarcazioni sulla terra ferma. ”New England” causo la morte di oltre 600 persone e danni calcolabili in circa 45 miliardi di dollari. Fu un vero e proprio disastro per la metropoli USA.
Spostandoci in tempi più recenti possiamo ricordare “Gloria” nel 1985 e “Bob” nel 1991, che causarono non pochi danni, tanti disagi e purtroppo anche delle vittime fra la popolazione. Negli ultimi anni abbiamo avuto i passaggi di “Hermine”, “Berly”, “Hanna” e “Bill” che hanno generato molti danni nell’area newyorkese, ma nessun allagamento indotto dallo “Storm Surge”, dato il passaggio poco a largo della costa. Soprattutto “Bill”, che pur passando a largo delle coste del New Jersey, ha prodotto danni molto ingenti su tutta Long Island per colpa delle grandi mareggiate da onda lunga che hanno distrutto molti stabilimenti balneari e abitazioni sulla costa. Come vediamo gli uragani che transitano vicino la “Big Apple” non sono cosi frequenti, anche dei passaggi ravvicinati capitano periodicamente. Ciò significa che uragani del calibro di “Sandy” possono passare vicino l’area di New York dopo svariati anni. Sono invece molto più comuni i transiti dei resti di ex cicloni o tempeste tropicali risalenti dal golfo, che spesso danno luogo a severe ondate di maltempo, con forti piogge e venti intensi.


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