Uragano Sandy: 150 sensori di monitoraggio per studiare gli effetti della tempesta

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Credit: USGS

Il servizio geologico degli Stati Uniti ha installato oltre 150 sensori lungo la costa atlantica per monitorare i livelli di marea durante il passaggio dell’uragano Sandy. Gli strumenti registreranno il momento esatto di arrivo, i livelli delle maree, la profondità delle acque e il tempo impiegato affinchè queste rifluiscano. Questo stesso lavoro venne messo in pratica anche per l’uragano Irene nello scorso anno, e anche se il tutto si rivelò un’allerta quasi infondata, i sensori misurarono una serie di dati molto importanti sulle mareggiate avvenute sulle coste più popolate degli States. Con Sandy, quindi, i ricercatori avranno la possibilità di testare e migliorare i modelli di previsione. Queste informazioni verranno utilizzate per valutare i danni della tempesta, al fine di discernere tra i danni causati dal vento e quelli provocati dalle inondazioni. Inoltre, gli indicatori di pronto intervento saranno installati nei punti critici per fornire informazioni in tempo reale sulle alluvioni e coordinare le attività di risposta nelle zone colpite. Dei sensori distribuiti appositamente per Sandy, otto hanno capacità di trasmettere dati in tempo reale, permettendo la visualizzazione del landfall. Inoltre, alcuni di questi sensori contengono indicatori di pioggia e di vento, i quali trasmetteranno su base oraria. Tutti i dati raccolti saranno resi on-line sul sito dell’USGS all’indirizzo uragani. La prima volta che vennero utilizzate queste stazioni di rilevamento, fu in occasione dell’uragano Rita nel 2005, essendo ricordata come la prima circostanza in cui fu possibile ricevere dati interessanti e in diretta dalle tempeste. Prima di allora gli scienziati potevano contare sulle poche stazioni esistenti sul territorio. L’USGS studia l’impatto degli uragani e delle tempeste tropicali per comprendere meglio i potenziali impatti sulle aree costiere. Le informazioni fornite attraverso le reti di sensori fornisono dati critici per la modellazione più accurata e per la capacità di previsione, e consentire la miglior risposta possibile alle strutture dedicate alla sicurezza pubblica. Ci si augura che i dati possano salvare un numero consistente di vite nelle tempeste future.