Uragano Sandy, scia di morte e distruzione: “Obama non venga a New York”

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La tempesta Sandy ha perso forza e le caratteristiche tropicali man mano che viaggia verso il Canada, lasciando sulla strada decine di vittime, oltre sei milioni di case senza elettricita’ (e si teme che il blackout possa andare avanti ancora per giorni), danni economici ancora non quantificati, e trasporti nel caos. Il presidente Barack Obama, che ha sospeso la campagna elettorale e oggi sara’ in New Jersey, uno degli Stati piu’ colpiti, ha chiesto come ”massima priorita”’ che si ristabilisca la luce elettrica e sollecitando a eliminare tutti gli ingorghi burocratici per venire incontro alle necessita’ delle persone colpite, dato che ”la tempesta non e’ ancora finita”. Le vittime accertate al momento sono 43, di cui almeno 18 solo a New York per la tempesta che si e’ abbattuta su 7 Stati americani. Secondo il Washington Post sarebbero gia’ salite a 50, mentre il sito del New York Times riporta che il numero delle vittime nella Grande Mela e’ salito a 22. Forti disagi anche per il traffico aereo con 16mila voli cancellati finora e la metropolitana, che rimarra’ bloccata per diversi giorni, come annunciato ieri il sindaco Michael Bloomberg. E’ prevista par oggi invece la parziale riapertura dell’aeroporto Kennedy International, mentre l’hub La Guardia rimarra’ chiuso. A New York oggi rimarranno ancora chiuse le scuole e i parchi, mentre a riaprire i battenti saranno la borsa di Wall Street e i negozianti piu’ coraggiosi.

“OBAMA NON VENGA A NEW YORK” – “Ci piacerebbe molto averlo, ma ora abbiamo troppe cose da fare”. E’ quanto ha detto Micheal Bloomberg parlando con i funzionari della Casa Bianca dell’opportunita’ che il presidente Barack Obama, che oggi va in New Jersey accompagnato dal governatore repubblicano Chris Christie, facesse tappa anche a New York per visitare le zone maggiormente colpite dall’uragano Sandy. “Non ho voluto mancare di rispetto al presidente, ma io sapevo che aveva gia’ organizzato la visita in New Jersey ed ho detto che va bene cosi, questo rappresenta l’intera regione – ha detto ancora il sindaco di New York – il presidente ha molte cose da fare ed io sono onorato che si sia offerto di venire, ma io credo che la cosa giusta per lui e’ di andare in New Jersey e rappresentare il paese”. Bloomberg, tycoon dell’informazione eletto sindaco come repubblicano e poi diventato indipendente, ha comunque ricordato come durante una conference call con Obama i sindaci e i governatori delle zone colpite hanno piu’ volte ringraziato il presidente per il modo tempestivo con cui ha risposto all’emergenza. “Sapete che ci sono state molte critiche alla Fema ai tempi di Katrina – ha detto ricordando le polemiche per l’operato della protezione civile ai tempi dell’urgano che nel 2005 ha devastato la Louisiana – ma oggi non si sente nient’altro che giudizi positivi sulla Fema”. Da parte sua la Casa Bianca ha precisato che non era stata mai presa in considerazione l’ipotesi di una tappa a New York durante la visita in New Jersey del presidente che ha sospeso ormai da tre giorni la campagna elettorale per dedicarsi unicamente all’emergenza. Una fonte della Casa Bianca ha confermato a Politico che c’e’ stata una telefonata con Bloomberg durante la quale si e’ chiesto al sindaco se “concordasse con la nostra decisione che mercoledi’ non fosse il giorno giusto per recarsi a New York”.