Variazione del flusso della corrente del Golfo destabilizza i sedimenti marini lungo gli USA orientali

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Credit: Nature

Una variazione del flusso della corrente Golfo che sta riscaldando le acque in profondtà lungo gli Stati Uniti orientali. Questo cambiamento destabilizza i sedimenti marini e potrebbero causare la fuoriuscita di gas metano intrappolato nella litosfera oceanica. “Sappiamo della presenza di idrati di metano, e se il riscaldamento dovesse continuare, potrebbe condurre potenzialmente alla instabilità dei sedimenti”, afferma Matthew Hornbach, un geologo marino presso la Southern Methodist University di Dallas, Texas, che ha condotto lo studio. I risultati suggeriscono che le più calde temperature potrebbero far riversare fino a 2,5 miliardi di tonnellate di idrato di metano lungo la scarpata continentale degli Stati Uniti orientali. Questa regione è soggetta a frane sottomarine, che qualora dovessero avvenire, libererebbero il potente gas ad effetto serra nell’atmosfera. Questo lavoro ha acceso un dibattito scientifico, nel quale non sono ben chiari gli effetti che potrebbero scaturire dal rilascio di questo gas. Una delle teorie prevede una maggiore instabilità della scarpata continentale, ma è improbabile che le sole variazioni di temperatura possano innescare frane sottomarine. Gli eventi drammatici richiedono infatti una intensa variazione di pressione. La realtà è che i ricercatori non hanno alcuna solida teoria in merito. In tutto il mondo ci sono sedimenti marini che meritano la giusta attenzione, e che potrebbero aiutare a capire gli scenari futuri. L’Artico, ad esempio, è in fase di rapido riscaldamento, e sta vivendo una drammatica perdita di ghiaccio marino e mutevoli condizioni oceanografiche. In sostanza, è il luogo dove si stanno verificando i più rapidi cambiamenti, e quindi quello migliore per studiare queste dinamiche. Il lavoro dettagliato è stato pubblicato  sulla rivista Nature.