Vasta tempesta su Saturno permette un aumento termico stratosferico di 66°C

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Credit: Cassini (NASA)

Osservazioni della sonda Cassini della NASA nel Dicembre del 2012, hanno permesso di osservare una grande tempesta su Saturno che ha fatto impennare le temperature stratosferiche di circa 66°C oltre la media. “Questo picco di temperatura è così estremo che per ottenere un cambiamento di temperatura della stessa scala sulla Terra, si dovrebbe osservare nello stesso tempo Fairbanks in Alaska in pieno inverno, e il deserto del Mojave in piena estate”, dice attraverso un comunicato l’autore principale dello studio, Brigette Hesman, dell’Università del Maryland e del Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland. “E’ davvero incredibile, specie per questa porzione di atmosfera del pianeta, solitamente molto stabile”, aggiunge lo scienziato. Il team ha anche rilevato un aumento enorme di etilene al momento della tempesta, che a quanto pare produce 100 volte più gas inodore e incolore che era stato ritenuto possibile per Saturno. La sua origine è un mistero. “Non siamo mai stati in grado di vedere l’etilene su Saturno prima, quindi è stata una sorpresa“, ha detto Michael Goddard Flasar, team leader dello spettrometro a infrarossi della Cassini. Secondo gli scienziati, inoltre, la tempesta è stata la più longeva mai osservata su Saturno. Ed è stata la prima in assoluto ad essere studiata da vicino da un veicolo spaziale orbitante. Cassini ha anche osservato due chiazze di aria calda brillare nella stratosfera durante la tempesta, indice di un massiccio rilascio di energia nell’atmosfera del pianeta. In uno studio separato che appare sulla rivista Icarus, che ha esaminato i dati a infrarossi di Cassini e provenienti da due telescopi terrestri, un altro gruppo di ricerca descrive questi vortici stratosferici tra i più grandi mai osservati nel nostro sistema solare. In un primo momento questo vortice era più grande della celebre Macchia Rossa di Giove, e nonostante le sue dimensioni si siano dimezzate, persiste anche ai giorni attuali. Ma è improbabile che resista quanto la Grande Macchia di Giove, mai scomparsa da 300 anni a questa parte. Gli scienziati pensano che il vortice sia destinato ad affievolirsi entro la fine del 2013. “Questi studi ci daranno una nuova visione su alcuni dei processi fotochimici nelle stratosfera di Saturno“, ha detto Scott Edgington, scienziato del progetto Cassini e del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California. Il team descrive i suoi risultati in un documento che sarà pubblicato nel numero del 20 novembre della rivista The Astrophysical Journal.