Venti impetuosi in arrivo, raffiche di oltre 100km/h: allerta mareggiate, sarà la prima forte burrasca stagionale. Tutti i dettagli

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L’ondata di maltempo che nei prossimi giorni colpirà le nostre regioni, a suon di piogge, forti rovesci e temporali, sarà accompagnata anche da una intensa ventilazione dai quadranti sud-occidentali, mentre sui mari che circondano la Sardegna e sull’omonima isola, tra la prossima nottata e la mattinata di domani, si potranno abbattere vere e proprie bufere di maestrale, con picchi di raffica sopra il muro dei 100 km/h. La situazione barica sullo scacchiere europeo presenta una marcata dinamicità, causa il decentramento del lobo principale del vortice polare, che in risposta al consistente “forcing” (avvezione calda in quota penetrata fino al cuore del mar Glaciale Artico) esercitato dall’anticiclone delle Aleutine, è stato costretto a spostare il proprio baricentro verso il mare di Barents, a ridosso delle isole Svalbard, stabilendo una profondissima circolazione depressionaria a tutte le quote, alimentata da un imponente blocco di aria molto fredda, di tipo artico marittima, che dal nord della Groenlandia e dal mar Glaciale Artico è scivolata sul mar di Barents e mar di Norvegia (ben identificabile dalla nuvolosità puntiforme osservabile dalle immagini satellitari). Poco più ad ovest di questa profonda area depressionaria, tra l’Atlantico nord-occidentale e il Plateau della Groenlandia, si è isolato un robusto promontorio anticiclonico dinamico, con massimi barici al livello del mare sopra i 1035-1037 hpa ad ovest dell’Islanda e a ridosso della costa groenlandese, che ha originato un fortissimo “gradiente barico orizzontale” fra penisola Scandinava e Groenlandia, con un fittissimo addensamento di isobare sul mare di Norvegia e mar di Barents.

Questo “gradiente barico” cosi intenso ha attivato i forti e freddi venti dai quadranti settentrionali, di origine artica, che dal mare di Groenlandia si sono propagati al mar di Norvegia e alla penisola Scandinava, tramite una intensa, a tratti burrascosa, ventilazione da NO e N-NO, che ha toccato picchi di oltre i 100-110 km/h lungo le meglio esposte coste norvegesi. Una parte di questo flusso freddo, di origini entro la prossima notte si verserà sull’Europa centrale, cominciando ad addensare i primi refoli di aria fredda, di origine artica marittima, a nord delle Alpi, con una sostenuta ventilazione da N-NE, che dalla Danimarca, l’Olanda, il Belgio e la Germania si fionderà verso il territorio francese. Una volta raggiunta la Francia l’aria fredda artico marittima, proveniente da N-NE, come da copione si “canalizzarsi” dentro la famosa valle del Rodano, con l’attivazione di un impetuoso “mistral”, che uscirà a ventaglio sul Mediterraneo centrale, con forti raffiche di vento da Nord e N-NO sul golfo del Leone, fino a 80-90 km/h. Al contempo, nel corso della giornata, causa la formazione sull’Atlantico di un robusto promontorio anticiclonico di blocco, esteso fino all’altopiano ghiacciato groenlandese e al mar del Labrador, con massimi barici di oltre i 1032 hpa localizzati ad ovest dell’Irlanda, si svilupperà una saccatura, colma di aria molto fredda nella libera troposfera, coadiuvata dal temporaneo rallentamento del ramo principale del “getto polare”, che dal mare di Barents, attraverso la penisola Scandinava e l’Europa centrale, si prolungherà fino alla Francia e al bacino centro-occidentale del Mediterraneo.

Questo asse di saccatura, propagato direttamente dal vortice polare, scorrerà al di sopra di un’area di moderata “baroclinicità”, rinvigorendo una vecchia circolazione depressionaria attestata attualmente poco a largo delle coste di Perpignano, figlia dei resti dell’ex tempesta tropicale “Rafael”, che per svariati giorni ha sostato a largo del Portogallo in pieno Atlantico. Questa circolazione depressionaria, agganciata in quota dall’intenso flusso occidentale, rianimato dal notevole “gradiente di geopotenziale” fra Mediterraneo e penisola Scandinava, tenderà a dirigersi verso il golfo del Leone e le coste della Provenza, per poi attestarsi in mattinata tra le coste del ponente ligure e il golfo di Genova, con un minimo barico al suolo che si approfondirà notevolmente, fino a toccare un valore di 990-988 hpa. Durante l’evoluzione verso levante, la struttura depressionaria riuscirà a rivitalizzarsi, usufruendo dei primi refoli di aria fredda che traboccheranno dalla vallata del Rodano, tramite intense raffiche di “mistral”, rafforzate ulteriormente dal nettissimo divario barico che si instaurerà fra l’Italia, sede di una circolazione depressionaria nei medi e bassi strati, e la penisola Iberica, ove invece si ubicherà la propaggine più meridionale dell’ampio blocco anticiclonico presente in Atlantico.

I forti venti occidentali che interesseranno le nostre regioni

Il vortice ciclonico, particolarmente profondo, richiamerà dal mar di Alboran e dal basso Mediterraneo occidentale masse d’aria tiepide e piuttosto umide che si muoveranno in direzione della Sardegna e delle nostre regioni tirreniche in seno ad un sostenuto, a tratti intenso, flusso da SO e O-SO, il quale addenserà una compatta nuvolosità cumuliforme, in grado di scaricare piogge e rovesci sparsi. I venti sud-occidentali, durante la giornata, dal Mediterraneo centro-occidentale, dopo aver attraversato Corsica e Sardegna, risaliranno il mar Ligure e l’intero mar Tirreno, propagandosi rapidamente alla Versilia e ai litorali di Toscana, Lazio e Campania, dove la ventilazione andrà a rafforzarsi raggiungendo raffiche fino a 50-60 km/h nei tratti meglio esposti. Dalla serata, causa l’ulteriore approfondimento della circolazione ciclonica che si centrerà sul golfo di Genova con un minimo di 988 hpa, i venti di libeccio toccheranno intensità di burrasca sul mar Ligure e sull’alto Tirreno, con venti fino a 60-70 km/h, localmente anche più sull’area di Capo Corso. Gli intensi venti sud-occidentali, dopo aver investito le coste tirreniche si spingeranno verso l’entroterra appenninico. Raggiunta la dorsale montuosa e scavalcati i crinali dell’Appennino, i sostenuti venti di libeccio si riverseranno sul versante sottovento tramite intense raffiche di garbino che si canalizzeranno all’interno delle principali vallate di Marche, Abruzzo e Molise, rinforzandosi sensibilmente fino a fuoriuscire sulle coste adriatiche come forti raffiche di caduta, fino a 60-70 km/h all’uscita delle principali valli (specie quelle inclinate sull’asse sud-ovest-nord).

Le raffiche più forti, tra la tarda mattinata e il pomeriggio, dovrebbero interessare le coste di Marche e Abruzzo, anche se in realtà solo all’uscita delle principali vallate le raffiche di vento di caduta dall’Appennino potranno risultare veramente forti. Ma dal pomeriggio/sera forti burrasche di maestrale traboccheranno dalla valle del Rodano in direzione del mar di Corsica e di Sardegna, raggiungendo rapidamente le coste occidentali dell’isola, con una intensa componente fra O-NO e NO. Domenica, il fittissimo “gradiente barico orizzontale” che si innescherà fra il Mediterraneo centrale, dove agirà una profonda circolazione depressionaria sui 992-990 hpa, e la penisola Iberica, dove avanzerà l’isobara di 1020 hpa, attiverà venti molto forti e freddi di maestrale, in uscita dalla valle del Rodano, che per tutto il giorno sferzeranno direttamente il mar di Sardegna e l’isola omonima, con furiose raffiche che si incanaleranno dentro le Bocche di Bonifacio, dove si potranno registrare picchi di oltre i 100-120 km/h.

I forti venti di maestrale che usciranno con forza dalla valle del Rodano

I forti venti da O-NO attraverseranno l’intero entroterra sardo per ridiscendere  come fortissime raffiche di caduta sulle coste orientali dell’isola, da Capo Bellavista fino al golfo di Orosei e la zona di Olbia. Dato il fittissimo “gradiente barico”, con oltre 30 hpa di divario fra Italia e Spagna, a tratti si verificheranno vere e proprie bufere di vento che dal golfo del Leone si muoveranno di gran carriera verso il mar di Corsica e mar di Sardegna, con folate sino a 100 km/h nelle aree maggiormente esposte, fra sassarese, oristanese e nuorese. Tra la tarda mattinata il pomeriggio i forti venti di maestrale che investiranno la Sardegna si estenderanno successivamente in direzione del bacino tirrenico, con una sostenuta ventilazione da Ovest e O-SO che entro la serata raggiungerà le coste del basso Lazio, la Campania, la Calabria tirrenica ed il nord della Sicilia. Al contempo, sull’alto Adriatico e sulle coste liguri, dal pomeriggio si inserirà una tesa ventilazione di bora e grecale che accompagnerà l’avvento del calo termico sulle regioni settentrionali, spingendo i primi refoli freddi al di là delle Alpi.

Domenica i mari ad ovest della Sardegna diverranno molto agitati, con onde alte più di 5.0 metri

Rapido incremento del moto ondoso su tutti i bacini; domenica il mar di Corsica e di Sardegna diverranno molto agitati

A seguito del netto rinvigorimento della ventilazione tutti i bacini che circondano l’Italia si presenteranno da mossi fino a molto mosso, fino a localmente agitato a largo dalla serata il Tirreno e il mar Ligure, con sviluppo di onde ben formate, alte fino a 2.0-3.0 metri, che si spingeranno verso le coste della Riviera di Levante, la Versilia, il Lazio e la Campania.  Domenica, con l’irrompere delle forti burrasche di maestrale, bisognerà fare massima attenzione al mar di Sardegna e mar di Corsica che diverranno molto agitati (forza 6), con sviluppo di onde di “mare vivo” alte più di 4.0-5.0 metri e possibili “Run-Up” sui 6.0 metri in mare aperto, nel tratto di mare compreso fra il golfo del Leone ed il mar di Sardegna. La navigazione marittima sarà resa proibitiva, specie per le navi di medie e piccole dimensioni. Mareggiate di moderata intensità sferzeranno le coste occidentali sarde, dove giungeranno marosi ben formati dal golfo del Leone che si abbatteranno con grande impeto sugli esposti litorali. Una parte di queste grandi ondate invece si dirigerà in direzione delle coste settentrionali algerine, con la propagazione di onde lunghe da NO, alte fino a 4.0 metri. Molto mosso il mar Ligure per onde lunghe da SO ed il Tirreno, con onde alte più di 2.0-2.5 metri da O-SO che produrranno sostenute risacche sulle coste di Lazio e Campania.