Acqua alta: Venezia sott’acqua, ma è Chioggia a contare gravi danni

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Doveva essere 140 il livello di marea massima prevista per Chioggia alle 23.45 di mercoledì ma le raffiche di bora hanno provocato un innalzamento che ha raggiunto i 164 centimetri. Risultato una città completamente sommersa, un'”Atlantide” spettrale e silenziosa. E se a Venezia la punta massima è stata di 143 cm e 138 cm sul medio mare nella speculare Chioggia la bora ha provocato un aumento di 21 centimetri. E come se non bastasse l’acqua alta non è mai scesa sotto i 110 centimetri per una decina di ore. E sono i commercianti, oltre ai cittadini, a fare la conta dei danni. La marea eccezionale che ha colpito e flagellato il territorio lagunare era stata ampiamente prevista dall’Istituzione Centro Maree e il lavoro della Protezione Civile è stato capillare sul territorio. Tuttavia tra Venezia, Chioggia, Pellestrina, Burano e il Lido la notte tra mercoledì e giovedì è stata la più lunga dal lontano 1966. Gran parte dell’arenile tra Sottomarina, Pellestrina e il Lido è stato spazzato via dalle mareggiate che hanno danneggiato anche molte strutture balneari. A Burano la marea si è fermata a 130 anche se i piani terra completamente allagati hanno richiesto l’intervento dei vigili e della Protezione Civile. Ma è ancora Chioggia ad essere in ginocchio dopo un’autentica notte di passione in cui le sirene hanno squarciato il silenzio, mercoledì dalla mezzanotte in poi, quando cittadini e commercianti sono usciti dalle case per andare a mettere al riparo quanto potevano delle loro attività e mercanzie. E’ il sindaco della cittadina lagunare Giuseppe Casson a chiamare il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, nel corso della notte. Gli spiega la situazione a Chioggia, si fanno coraggio a vicenda. Ma Casson rivendica l’urgenza che il governo comprenda la delicatezza del territorio lagunare e possa far pervenire al più presto, per Venezia e Chioggia, i fondi della Legge Speciale, 45 milioni di risorse residue. Il maltempo darà una tregua ma da sabato è previsto l’arrivo di una nuova perturbazione.