Va avanti senza soste il lavoro della Procura di Grosseto che coordina le quattro inchieste aperte dopo l’alluvione che ha colpito la zona sud della provincia lunedi’ scorso che ha causato anche 5 vittime. I carabinieri che seguono le indagine per conto del sostituto procuratore Alessandro Leopizzi, oggi hanno sentito un testimone ‘importante’ che, secondo quanto si apprende, avrebbe visto i fari di un’auto sparire nella notte. Era l’auto dei tre impiegati dell’Enel precipitati nella voragine che si e’ aperta lunedi’ sera nel ponte Sant’Andrea sulla provinciale 94. Da chiarire, da parte dei magistrati, anche di chi sarebbero state le competenze per fare eseguire l’ordinanza di chiusura della strada e come questa fosse chiusa. Gli altri fascicoli aperti riguardano le morti di Giovanni Serrati, il pensionato capalbiese morto nella notte notte tra domenica e lunedi’, e dell’operaio romeno di 35 anni, trovato cadavere giovedi’ sera nel lago di Burano. Per lui il pm, nel pomeriggio, ha ritenuto non necessaria l’autopsia. Altre due, infine, le inchieste, per disastro colposo sui danni provocati dall’alluvione di San Martino. Intanto oggi i Vigili del Fuoco hanno effettuato una serie di sopralluoghi nelle zone remote dell’area colpita per accertare la presenza di persone e la condizione del luoghi in immobili o casolari isolati. L’unita’ di crisi ha deciso di ampliare l’area della verifica ai territori dei Comuni di Manciano e Magliano in Toscana. La ricognizione riguardera’ in totale 375 casolari ancora invasi dall’acqua.
Alluvione Grosseto: si continua a cercare tra casolari sommersi dall’acqua con l’incubo di trovare nuovi cadaveri


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