I fenomeni meteorologici estremi, come tempeste, inondazioni e ondate di calore, hanno colpito, nel 2011, soprattutti i Paesi emergenti e in via di sviluppo. Lo rileva il ‘Global Climate Risk Index’ pubblicato oggi da Germanwatch in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in corso a Doha. Secondo lo studio, infatti, i Paesi piu’ colpiti nel 2011 dagli eventi climatici attribuiti al riscaldamento globale sono stati Thailandia, Cambogia, Pakistan e El Salvador. Fanno eccezione gli Stati Uniti, unico Paese sviluppato a figurare nella top ten dei Paesi piu’ afflitti da questi eventi estremi. Spesso, osserva Germawatch, la maggior parte delle catastrofi causata dagli eventi meteorologici estremi non vengono neanche raccontate dai media internazionali, a differenza di quanto invece e’ accaduto con il passaggio di Sandy sulla costa orientale degli Stati Uniti. Eppure, i Paesi piu’ poveri sono stati ben piu’ duramente colpiti degli Usa: in Thailandia, per esempio, la violenza delle piogge ha causato danni per oltre 75 miliardi di dollari e quasi 900 morti. Eppure, la Thailandia e’ uno dei pochi Paesi che non ha ancora assunto un impegno concreto per limitare la crescita delle emissioni. Nella classifica a lungo termine, che prende in considerazione gli anni che vanno dal 1992 al 2011, ad aver registrato il piu’ alto numero di perdite economiche e di vite umane sono stati Honduras, Birmania e Nicaragua. In questa classifica, il Bangladesh per la prima volta non compare nei primi tre posti ma occupa la quarta posizione della graduatoria: il Paese, infatti, e’ uno dei pochi ad aver avviato diverse iniziative, senza aiuti esterni, per fronteggiare al meglio i cambiamenti climatici dimostrando che le politiche di adattamento possono aiutare a ridurre perdite e danni. L’indice di rischio climatico definito da Germanwatch si basa sui dati forniti da Munich Re e tiene conto del numero di decessi per 100.000 abitanti e dell’ammontare dei dannie conomici.
Clima, conferenza di Doha: appello per i Paesi poveri, sono i più colpiti dai cambiamenti climatici


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