Un nuovo studio del National Center for Atmospheric Research di Boulder, Colorado, suggerisce un modo per restringere il range delle stime fatte a proposito dell’innalzamento della temperatura dell’aria in seguito all’aumento dell’anidride carbonica atmosferica. Gli scienziati devono confrontarsi con questa quantita’, conosciuta come “sensibilita’ dell’equilibrio climatico”, per fare previsioni sul global warming. I modelli finora adottati hanno prodotto per decenni stime nello stesso range, da 1,5-2 gradi fino a 4,5 gradi, che e’ troppo largo, si legge nello studio, per essere effettivamente utile ai fini delle previsioni climatiche. Uno dei maggiori punti deboli di questi modelli era il modo in cui questi consideravano le nuvole, il cui comportamento e’ la componente critica piu’ importante nella determinazione della sensibilita’ climatica. John Fasullo e Kevin Trenberth hanno proposto di focalizzarsi sull’ambiente in cui si presentano le nuvole, piuttosto che sulle nuvole stesse, per risolvere questo problema. Gli scienziati hanno mostrato che alcune variazioni nell’umidita’ relativa della media troposfera, relativamente facili da misurare, sono legate alle variazioni nelle nuvole e assicurano un miglior funzionamento dei modelli nel riprodurre il comportamento atmosferico. In particolare, questo approccio permetterebbe di restringere le stime sulla sensibilita’ dell’equilibrioclimatico prodotta.
Clima: nuovo studio sulle nubi migliora le previsioni meteo


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