Esplorate le profondità della Terra grazie al “ronzio” del nostro Pianeta

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Il ‘ronzio’ della Terra, prodotto da pioggia, onde, vento attivita’ umane, e’ stato usato come una sonda per esplorare le profondita’ del nostro pianeta. Il risultato, pubblicato su Science, si deve a un gruppo coordinato dall’italiano Piero Poli che lavora in Francia all’universita’ di Grenoble e al Centro delle ricerche francese (Cnrs). In particolare in modo in cui si propagano nella Terra le onde sonore prodotte dal ronzio terrestre ha permesso di ottenere una mappa della cosiddetta zona di transizione che separa il mantello superiore da quello inferiore, compresa in una fascia fra 410 e 660 chilometri di profondita’. I ricercatori hanno osservato come si propagano le onde del ronzio della Terra istallando 42 stazioni di registrazione nel nord della Finlandia e hanno dimostrato che con questo sistema e’ possibile mappare le profondita’ terrestri nello stesso modo in cui i sismologi usando le onde sismiche generate dai terremoti per capire come e’ fatta la parte interna della Terra. La superficie della Terra, spiegano i ricercatori, e’ continuamente ‘bombardata’ da eventi quali: variazioni di pressione atmosferica, onde dell’oceano, pioggia, vento, e attivita’ umane. Questi fenomeni generano onde sismiche e il modo in cui queste onde si propagano nel nostro pianeta da’ informazioni per esempio su composizione delle rocce, temperatura e pressione delle regioni piu’ profonde del mantello terrestre.